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Sermoni "bollenti", sindaco Cereser "Prima vengano tradotti in italiano"

Dopo il caso del presunto sermone contro gli ebrei, la Prefettura ha messo a punto una task force. Il primo cittadino: "Controlli preventivi"

Il dibattito a San Donà di Piave si infervora, e non poteva essere altrimenti. Dopo che qualche settimana fa un imam marocchino venne espulso con l'accusa di grave turbamento dell'ordine pubblico e pericolo per la sicurezza nazionale, ora si viene a sapere, come riporta il Gazzettino, che il predicatore è anche indagato per istigazione all'odio razziale. Le sue parole furono molto dure, e causarono un vespaio di polemiche. Per questo motivo il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza ha discusso di come stringere le maglie dei controlli nei confronti di associazioni culturali islamiche.

Ma il sindaco del paese, Andrea Cereser, si spinge oltre dichiarando che i sermoni in arabo potrebbero anche essere tradotti in italiano e trasmessi prima alle autorità. Una sorta di "censura preventiva", destinata a tutti coloro che intendono propagandare la cultura islamica. Il primo cittadino sottolinea inoltre che le altre associazioni culturali di questo tipo già traducono i testi in italiano, perché molti ospiti non parlano arabo.

Ci sarà quindi un confronto con il prefetto Domenico Cuttaia e in cantiere anche un incontro tra le diverse associazioni culturali della stessa matrice e i rappresentanti dell'amministrazione comunale. In base alle decisioni del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica verrà istituita una task force formata da agenti di polizia municipale, pompieri e ispettori del dipartimento di prevenzione dell'Asl.

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