Venezia verde e progressista appoggia Baretta

La presentazione del simbolo della lista mercoledì in via Pescheria vecchia. Per i nomi bisognerà attendere la prossima settimana

Il tavolo in via Pescheria vecchia a Mestre

Nasce Venezia verde e progressista, sintesi delle forze ambientaliste e di sinistra che si è presentata mercoledì alla città nella sede mestrina di via Pescheria vecchia. La lista-coalizione appena formata sta dentro a quella più grande del centrosinistra, che sostiene Pier Paolo Baretta come candidato sindaco, spiega il presidente della Municipalità di Chirignago e Zelarino, Gianluca Trabucco. Ambiente, lavoro e diritti il cuore del programma. «Ci siamo uniti - scrivono - e abbiamo contribuito a costruire uno schieramento in grado di sfidare Brugnaro in modo credibile». Ci sono Michele Mognato, Enzo Castelli, Renato Panciera, Gianfranco Bettin, Anna Messinis, Sara Da Preda, Andrea Bonifacio e altri al tavolo della conferenza.

Niente nomi fino alla settimana prossima: lista e capolista verranno presentati a Venezia, in via Garibaldi a Castello, nella sede lagunare. «In Baretta - dice Trabucco - abbiamo trovato una sintesi». Pesa l'assenza del candidato sindaco di Tutta la città insieme, Giovanni Andrea Martini. Mentre per quanto riguarda l'apertura ad altre forze politiche e civiche, tutti concordano che in un probabile secondo turno sarà ancora più facile ampliare la coalizione, che oggi tiene insieme tutto il centrosinistra compresi gli europeisti, i renziani, il civico Ugo Bergamo e Volt.

Ma già in campagna elettorale si noteranno momenti di intesa, intrecci, affinità e dialogo tra coloro che vogliono un'alternativa ad altri 5 anni di governo Brugnaro, spiegano le forze di Venezia verde e progressista. Un sindaco uscente che si presenta ancora come civico, dicono, mentre stringe alleanze con la Lega e Fratelli d'Italia. Si aspetta comunque di conoscere il candidato dei grillini e quello di Terra e Acqua. «Stiamo costruendo una lista di chi arriva dall'esperienza politica ma anche di persone che non militano da nessuna parte», spiegano. Ci sono questioni che vanno affrontate subito: le povertà, il disagio, la fragilità ancora più acuite dall'emergenza Covid. In tanti hanno contribuito, e molti vogliono dare il loro appoggio in lista o da esterni, affermano.

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