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"Lo Stato ci deve 1,25 miliardi. O ci daranno i soldi o manifesteremo"

Protocollata una richiesta ufficiale. Il sindaco Brugnaro: "Chiediamo subito un Comitatone, stanno uccidendo la città. E i soloni dove sono?"

Conferenza stampa in municipio a Mestre. Evento raro, visto che di solito il sindaco Luigi Brugnaro apre la bocca con i giornalisti solo di venerdì. Chiaro che quindi la volontà sia di cercare la massima mediaticità possibile per un argomento che, di per sé, sta alla base del futuro di Venezia: la Legge Speciale. Alla fine si finisce sempre a parlare di quello: perché nonostante il bilancio di Ca' Farsetti sia in equilibrio, mancano all'appello 62 milioni di euro per rispettare il patto di stabilità. Tanti. Visto che ormai siamo alle porte dell'autunno. "Ma lo Stato ci deve 1,25 miliardi di euro di trasferimenti", tuona il primo cittadino, che intende così mettersi alla testa di una battaglia bipartisan volta a far sì che a Roma recepiscano il messaggio.

"CI AIUTINO O MANIFESTAZIONE PER  DIFENDERE LA CITTA'" - "Sono i veneziani che vogliono difendere la loro città, non i soloni che pontificano - ha sottolineato - e  se non ci ascolteranno i veneziani manifesteranno per la libertà e la difesa di Venezia. Sul ponte della Libertà o a San Marco, vedremo. E soprattutto vedremo quanti "foresti" che dicono di avere a cuore la città verranno". Tralasciando il fatto che nel "salotto veneziano" le manifestazioni sono vietate, il messaggio è chiaro: la battaglia delle battaglie non ha casacche di partito, diventa quasi naturale quindi che giovedì a pranzo vengano convocati tutti i parlamentari veneziani. Senza distinzione tra opposizione e maggioranza: "Perché forse in passato si è sbagliato a pensare che il sindaco sarebbe bastato a portare a casa il risultato - continua Brugnaro - io mi autodichiaro insufficiente. I soldi che pretendiamo sono per tutti. Perché il futuro deve essere di tutti". Così al tavolo si siederanno tra gli altri Renato Brunetta, di Forza Italia, e Andrea Martella, del Partito Democratico.

"ROMA CI DEVE 1,25 MILIARDI DI EURO" - Sono stati i tecnici di Ca' Farsetti ad arrivare a quantificare la cifra, messa nero su bianco in un documento protocollato al Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per il Veneto martedì: "Le manutenzioni in media costano 140 milioni di euro l'anno - ha spiegato il sindaco - l'anno scorso il commissario ne aveva due, noi quest'anno abbiamo a disposizione 200mila euro. Chiediamo che venga subito convocato il Comitatone. Ho anche inviato un messaggino al premier Matteo Renzi, ma non mi ha ancora risposto". Secondo il Comune, in media dal 1993 al 2004 i finanziamenti della Legge Speciale sono stati di 143,2 milioni di euro. Periodi di vacche grasse, visto che tra il 2005 e il 2014, mediamente, quest'ultimi sono crollati a una media di 17,6 milioni di euro. I minori trasferimenti per ciascun anno sono stati quindi pari a una media di 125,6 milioni di euro, che sommati arrivano alla cifra di 1 miliardo 250 milioni di euro.

MANUTENZIONE IMPOSSIBILE  - "Sembra una cifra esagerata -  ha affermato l'assessore al Bilancio Michele Zuin - invece è proprio ciò che ci spetta. Già se negli anni scorsi fossero arrivati i trasferimenti già deliberati e approvati di 18,5 milioni di euro i nostri conti avrebbero un po' di ossigeno. Sono soldi nostri". Si tratta di risorse che servono  per  la manuntezione continua della città (tra bricole, rive e canali il lavoro è tanto e la coperta sempre troppo corta), ma anche a molto altro: "Ora non abbiamo fondi per  gli interventi di rialzo dell'area di Rialto e San Marco, per completare la rete antincendio, per il progetto integrato  dei rii, per la rete fognaria di Pellestrina e per le agevolazioni sui costii di restauro delle abitazioni del centro storico. Anche per questo i cittadini poi scappano dalla laguna e vanno a vivere da un'altra parte".

"NON HO MAI VISTO MANIFESTAZIONI PER CHIEDERE I SOLDI CHE CI SPETTANO, E POI PARLIAMO DEL GAY PRIDE" - Già  in passato per chiudere il bilancio sia l'ex sindaco Giorgio Orsoni, sia il commissario Vittorio Zappalorto avevano tentato di costituire una lobby veneziana in Parlamento. Di bozze di nuova Legge Speciale ne sono state presentate, una tra tutti dal senatore ed ex candidato sindaco Felice Casson. Ora la decisione di Ca' Farsetti di chiamare a raccolta i cittadini: "Gli unici che hanno a cuore la città, dobbiamo difenderla. I soloni vengano qui e ci dimostrino che amano Venezia. Abbiamo le scuole in cui piove dentro e i dipendenti comunali che giustamente protestano perché hanno lo stipendio decurtato. E non abbiamo i soldi per accontentarli. La città la stanno uccidendo e noi ci fermiamo a parlare del Gay Pride. Non ho mai visto manifestazioni per chiedere i soldi per la città, vediamo se i gay verranno a manifestare con noi o è solo politica la loro". L'obiettivo è innescare una spirale virtuosa attraverso cui risorse "romane" possano attrarre investimenti in città.

"PORTO MARGHERA FUORI DAL SIN" E  MATTARELLA - "Questi soldi rimetterebbero in moto la laguna e la terraferma - conclude  Brugnaro - porterebbero lavoro per i nostri giorni. Cercherò di parlarne con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ma il cerimoniale è molto stringato. E' già tanto che ci abbia onorato della sua presenza, di cui lo ringrazio".  In animo del sindaco anche accennare al Capo dello Stato la volontà di far uscire da Porto Marghera dal Sin, Sito di interesse nazionale: "Così da prendere davvero il controllo dell'area - dichiara - abbiamo perso 40mila posti di lavoro. Un'enormità".

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