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Giovedì, 13 Giugno 2024
Politica Favaro Veneto / Via Ugo Vallenari

Lega all'ex campo sinti di Favaro: «Luogo di segregazione, non lo volevamo. Spesi più di 3 milioni»

Il vicesindaco Andrea Tomaello e l'assessore Silvana Tosi in sopralluogo ieri mattina. Ci sono ancora 4 famiglie, 7 casette restano da abbattere. «Ora trasferire le ultime persone. Serve inserimento con educazione civica e rispetto delle norme»

Lega veneziana in sopralluogo all'ex campo sinti di via Vallenari a Favaro Veneto, sabato mattina, assieme al vicesindaco Andrea Tomaello e all’assessore alla Sicurezza Silvana Tosi. Quattro le famiglie che ancora rimangono in questo complesso, che oltre 10 anni fa era stato pensato per accogliere 38 nuclei rom in via provvisoria. Ora restano solo 7 casette da abbattere, del totale dei ruderi via via demoliti nel tempo, in un'area dismessa e che rischia l'abbandono e il degrado, visto che ormai non c'è più neppure l'illuminazione pubblica. Le poche persone rimaste lì, con diversi ragazzini, chiedono di essere trasferite, ed è quello che sostengono Tomaello e Tosi. «Smantellare, trasferire e integrare le persone».

«Con un programma di inserimento sociale, di educazione civica e rispetto delle norme - sottolinea Tosi - Spostare solamente non basta. Ho avuto casi di lamentele in quartieri dove sono stati assegnati degli alloggi a famiglie nomadi che poi hanno causato disturbo alla quiete pubblica. Le regole devono essere osservate per una convivenza civile - afferma l'assessore alla Sicurezza, che ricorda le battaglie del passato contro quel campo a Favaro, che la Lega cercò di ostacolare - Ho parlato di segregazione razziale e resto della stessa opinione oggi - continua Tosi - che vorrei capire perché alcuni partiti, e fra questi l'Udc che mi diede ragione a parole, ma poi votò a favore del campo, spesero quasi 4 milioni di euro di soldi pubblici. Un'enormità per un progetto che doveva essere temporaneo».

Una battaglia che si concluse con l'approvazione del preventivo per quasi 3 milioni di euro e poi l'acquisto di arredi, stufe, cucine per 38 casette e la realizzazione di un depuratore e pannelli solari che portarono la spesa ad aumentare complessivamente, ricorda Tosi. «Oggi volevamo renderci conto di quello che rimane da fare ma anche ribadire l'inutilità del progetto - commenta Tomaello - Una struttura che ha creato segregazione e generato malcontento fra i cittadini che abitano in zona, che hanno visto aumentare degrado e abbandono, e fra le stesse famiglie rimaste qui che vorrebbero andare via».

«Ricordo che proposi di impiegare quei soldi per mettere a norma case pubbliche, anche perché dalla Comunità europea non arrivarono fondi, perciò sono state utilizzate risorse del Comune - dice Tosi - Adesso penso ai ragazzini cui io stessa ho dato lezioni gratuitamente in passato. Sono bambini bilingui, hanno molte potenzialità e vanno sostenuti con l'inserimento scolastico attraverso programmi individuali per evitare l'abbandono in itinere. Purtroppo alcuni di questi ragazzi hanno genitori analfabeti. Ho parlato allora con l'assessore alle Politiche educative Laura Besio e mi ha garantito appoggio in questo percorso, anche attraverso il ricorso a fondi europei».

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