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Natalità e infrastrutture, cultura e sport: le proposte di Speranzon per il Recovery plan

Ne ha parlato in consiglio regionale durante la discussione sugli interventi da finanziare, specificando i temi che Fratelli d'Italia ritiene prioritari

Famiglia e natalità, ambiente e infrastrutture, cultura e sport: sono gli assi portanti della ripresa economica nella visione di Raffaele Speranzon, capogruppo regionale di Fratelli d'Italia. Speranzon ne ha parlato martedì al consiglio regionale, avanzando le proposte del partito nell'ambito del Piano regionale per la ripresa e la resilienza (Prrr), lo strumento per l'impiego delle risorse del Recovery fund adottato dalla Regione a novembre scorso.

Gli effetti della pandemia, secondo Speranzon, sono stati ancor più devastanti in conseguenza alle «scelte sbagliate del precedente governo» in particolare per quanto riguarda il settore turistico, quello manifatturiero, i trasporti e i mondi della cultura, dell'intrattenimento e dello sport, «completamente abbandonati». Ma ora è tempo di guardare al futuro e  pensare a come agire in ottica di lungo termine, programmando lo sviluppo nei prossimi dieci anni. «L'Italia - ha detto Speranzon - ha bisogno di coraggiose riforme strutturali». E, a proposito di futuro, la priorità assoluta va data al tema delle nascite: «Non può esserci un’Europa, né tantomeno un'Italia, del futuro senza che venga invertita la drammatica curva demografica negativa in atto», ha fatto presente Speranzon. Il Piano, dunque deve essere innanzitutto un'occasione «per rilanciare le natalità con sostegni concreti alla maternità».

Infrastrutture e trasporti

Quindi il capitolo delle infrastrutture: «Servono per completare e migliorare la mobilità di persone e merci nelle diverse modalità (ferro, gomma ed acqua). A questo proposito ricordo che abbiamo anche uno scalo portuale commerciale, industriale e turistico di eccellenza, il porto di Venezia, che va difeso e rilanciato come principale punto di riferimento nel sistema dei porti dell’Alto Adriatico, anche in considerazione del fatto che serve la zona più strategicamente industriale d’Europa, Porto Marghera. Sfide altrettanto irrinunciabili sono quelle sull’alta velocità ferroviaria e il completamento della rete ferroviaria metropolitana veneta».

Ambiente

C'è poi l'ampio tema ambientale e della qualità della vita: «C'è bisogno di interventi di rigenerazione urbana, così da valorizzare l'enorme patrimonio dei nostri centri storici e migliorare la vivibilità delle città», dice Speranzon. Questo incoraggiando le azioni dei privati per contenere il consumo energetico degli edifici e ridurre l'inquinamento. «Concordiamo con l'indicazione della Regione di concentrare gli investimenti sulla transizione verde - aggiunge - e il progetto strategico dell'idrogeno proposto da Confindustria può fungere da volano per tutto il sistema industriale del Veneto», così come è interessante l'idea del programma di completamento e rilancio della navigazione interna.

Cultura e sport

Un focus, poi, su una dimensione non tangibile della nostra ricchezza, quella culturale. Non solo musei, architetture e collezioni di opere d’arte «ma anche teatro, musica, danza, cinema, intrattenimento, spettacoli viaggianti: difendere e promuovere la cultura significa difendere e promuovere la nostra storia, la nostra identità ed il nostro futuro». Infine una riflessione sul settore sportivo: «Bene l'investimento in vista delle olimpiadi invernali del 2026 di Cortina», inoltre «il Recovery fund è un'opportunità per la realizzazione di impianti ed infrastrutture sportive funzionali alla pratica e alla promozione dello sport e di grandi eventi. L'attività sportiva ha un ruolo chiave nella promozione dell'inclusione sociale tra giovani e aggregazione per le famiglie» e «la pandemia ha prodotto un mancato indotto di 20 milioni di euro in un settore che include anche le palestre».

Scontro sulle risoluzioni

Speranzon ha criticato, invece, il voto favorevole da parte di Lega e Lista Zaia alla risoluzione del Partito Democratico sul Prrr. «Ora il Veneto parla con due voci? - si chiede - Non ha senso portare avanti due risoluzioni così difformi una dall'altra. Sottolineo che i consiglieri del Pd hanno attaccato duramente la proposta avanzata dalla giunta, bollandola come raccogliticcia, raffazzonata e fuori asse. La nostra risposta è chiara e coerente: sosteniamo il grande lavoro fatto dalla giunta per elaborare il Prrr, nonostante la difficoltà di navigare a vista rispetto alle indicazioni del governo Conte 2, e riteniamo inconciliabili le posizioni culturali e politiche sul Veneto del post-Covid tra noi e il gruppo Pd-5 Stelle». Speranzon evidenzia anche come trovi «assurdo che il Veneto mandi a Roma due risoluzioni comunque molto diverse, e semmai sarebbe stato il Pd a dover convergere sulla risoluzione della nostra maggioranza, così da dare maggiore forza alla nostra Regione anche in una fase di contrattazione già fortemente sbilanciata a favore del Sud».

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