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Spettro sforamento, il Comune rivuole tre palazzi per poi venderli

Ca' Farsetti vorrebbe riprendersi la disponibilità di tre immobili finiti nel fondo "Città di Venezia" per poi cederli alla Cassa Depositi e Prestiti

Serve incamerare entrate in fretta per evitare ancora lo sforamento del patto di stabilità. Come riporta il Gazzettino, all'orizzonte si prospetta la strategia di rientrare in possesso di alcuni gioielli immobiliari in modo poi da venderli alla Cassa Depositi e Prestiti. L'obiettivo da raggiungere è di 27 milioni di euro di saldo positivo, in modo da evitare poi le "penalità" che hanno pesato non poco nella redazione del bilancio di previsione 2014.

Secondo il quotidiano, dunque, il commissario avrebbe puntato gli occhi sul fondo "Città di Venezia", controllato da Est Capital, che ora ha la disponibilità di tre palazzi appetibili: palazzo Dieto, ex sede della Pretura, palazzo Gradenigo, ex sede di Venis, e l'ex sede della Cassa di Risparmio di Venezia a Mestre. Serve capire se su quest'ultimi gravino ipoteche, e soprattutto serve trovare la quadra con Est Capital. Ma contatti ci sarebbero già stati.

E' inevitabile cercare di sciogliere tutti i vincoli di appartenenza al fondo, visto che la Cassa Depositi e Prestiti può acquistare solo da Enti locali. In questo momento, però, questi palazzi sono ancora di proprietà del Comune ma nella disponibilità del fondo. Tecnici al lavoro, dunque, per trovare la quadratura del cerchio. Se l'operazione andrà in porto Ca' Farsetti potrebbe incamerare una trentina di milioni di euro. Evitando così lo sforamento del Patto a fine anno.   

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