Svolta in Comune, dal gioco di parole una lista a sostegno di Baretta

Italia in comune+Volt la formazione politica che si aggrega al centrosinistra con proprio candidato alle amministrative, Luca Bonarrigo. Baretta: «Bene l’ingresso di forze progressiste e fresche»

Svolta in Comune, Volt e Baretta

La neocostituita lista Svolta in Comune, dall'unione, anche letterale, di Italia in comune e Volt, sostiene la coalizione di centrosinistra con candidato sindaco Pier Paolo Baretta, il sottosegretario al Mef del governo Conte. Pillole del programma: un assessorato alla cultura e una nuova campagna di recupero dei fondi europei per Venezia e l’innovazione. «Cultura, formazione, lavoro, educazione, ambiente. Venezia laboratorio di coesione e innovazione, di costruzione di una nuova classe politica progressista, concreta, lungimirante».

Italia in comune e il partito europeo

Su questi presupposti è stata formalizzata Svolta in Comune, unione della territoriale Italia in Comune, fondata dal sindaco di Parma Federico Pizzarotti, e Volt, il partito progressista europeo. «Questa nuova realtà di politica civile attiva si affaccia nel panorama con obiettivi chiari: promuovere una politica pragmatica che mira alla crescita e al rilancio della realtà locale rispettandone identità, produzione (economica e culturale) e tradizione». «Questa nuova proposta politica - dice Massimiliano Zane, candidato capolista di Itc - offre una nuova prospettiva di progettazione e sviluppo integrata e partecipata con la partecipazione delle università».

Il candidato

«Ciò che proponiamo è un'amministrazione attenta alle esigenze della cittadinanza, che ricostruisca il tessuto sociale e produttivo. In questo momento storico abbiamo l’opportunità e l’esigenza di ripensare alla città. Digitalizzazione, aggregazione sociale, mobilità sostenibile - dice Luca Bonarrigo, coordinatore regionale di Volt e candidato alle amministrative -. Il cittadino al centro dei progetti dell’amministrazione comunale. La sostenibilità ambientale, sociale ed economica per tornare ad essere la capitale europea».

L'accoglienza di Baretta

«Bene l’ingresso nella coalizione di queste forze progressiste e fresche - commenta Baretta, candidato sindaco - . Una conferma che questa coalizione è capace di valorizzare competenze e esperienze dei partiti storici della città ma anche nuove risorse civiche, rappresentanti di quel ricco mondo professionale e associativo del territorio. Voci e volti nuovi della politica che insieme ad alcune figure di esperienza stanno costruendo un progetto di città davvero all’altezza del momento storico che stiamo vivendo». «Venezia, la laguna e le sue Isole, Marghera, Mestre – aggiungono Zane e Bonarrigo – rappresentano un sistema unitario fatto di patrimonio naturale, culturale, produttivo unico e inseparabilmente integrato».

Il porto

Il sottosegretario ha spezzato una lancia a favore della presidenza dell'Autorità portuale nei giorni scorsi. «Se il Porto dovesse essere commissariato (e mi auguro di no per il bene della città) - dice Baretta, tornando alla vicenda del voto contrario al rendiconto 2019 dei rappresentanti Giri e Campitelli - la responsabilità più grande sarebbe del sindaco uscente. La decisione di Brugnaro di dare mandato al suo rappresentante di non votare un bilancio in attivo e insistere su questa linea anche l’ultimo giorno utile è grave, perché immobilizza l’attività. Le motivazioni del sindaco uscente non convincono - continua Baretta - Cosa intende quando dice che la decisione di riordino del Pef non è passata in consiglio? Sarebbe la volta buona che andasse in Consiglio a riferire la sua posizione sul porto. Perché non ci va? Forse perché dovrebbe anche rispondere alle interrogazioni sui Pili? Evidentemente, allora, intende il comitato di gestione. Il tempo per segnalare queste preoccupazioni c’è stato. A proposito di Porto e di Comune, che fine ha fatto il rifacimento del ponte Molin il cui progetto è bloccato da mesi».

Pd regionale con Musolino

«Musolino ha agito correttamente» anche per i consiglieri regionali del Pd Francesca Zottis e Bruno Pigozzo. La bocciatura del bilancio non ha motivazioni tecniche ma esclusivamente politiche. Pubblicando online i verbali del Comitato di gestione portuale del 2018, Musolino conferma di aver agito con la massima correttezza, di non aver nascosto niente a nessuno».

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