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Per le associazioni tempi duri, Pd: "Manca una politica di gestione delle realtà sul territorio"

Sono aggregazioni che arricchiscono la comunità e prevengono problemi di ordine pubblico, spiega il Pd. "La centralizzazione, senza una programmazione, crea difficoltà. Pronta un'interpellanza"

Il rafforzamento della sicurezza per mantenere l'ordine pubblico, in una comunità, è solo un aspetto del problema, secondo il Partito democratico veneziano, c'è anche la prevenzione. Più una collettività trova spazi e occasioni di aggregazione e condivisione, più è capace di isolare e indebolire chi viola le regole del gruppo. Il mondo associativo del Veneziano, tra i fattori principali di questi processi, da tempo è in difficoltà, secondo il Pd, specie dal passaggio di gestione dalle Municipalità all'amministrazione.

Censimento

"Nel Comune di Venezia ci sono centinaia di associazioni impegnate a migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini, e della nostra città. Circa 300 aggregazioni utilizzano spazi pubblici, le cui autorizzazioni, a causa dell'accentramento delle competenze, sono gestite dal Comune, con un aggravio di lavoro non indifferente - scrive la capogruppo del Pd, Monica Sambo -. Gli uffici stanno facendo un importante lavoro di censimento, quello che manca è la politica. Le associazioni non sanno ancora quale sarà il loro destino, in quanto le assegnazioni continuano a essere prorogate senza alcun preavviso, restando in uno stato di precarietà.”

I corsi

"È importante assicurare l’attività delle associazioni che svolgono corsi da settembre a giugno, senza interromperle bruscamente - afferma il consigliere Pd, Emanuele Rosteghin -. L’amministrazione non deve essere una matrigna ma deve sostenere queste importanti aggregazioni di presidio del territorio". "Bisogna considerare il grande lavoro svolto dalle associazioni anche di manutenzione e sistemazione delle sedi presenti nel territorio comunale - dice l'onorevole Pd, Nicola Pellicani -. Pare che in questi anni l’amministrazione voglia ostacolarle invece di aiutarle".

Manutenzione degli immobili

"L’accentramento e il ritardo nella creazione del bando e nella definizione di criteri oggettivi può sottintendere la volontà della giunta di avere un rapporto diretto con le associazioni, e che quindi l’assegnazione non sia più un diritto ma quasi un piacere", sottolinea il consigliere della Lista Civica Casson, Rocco Fiano. E Alessandro Baglioni capogruppo Pd a Favaro dichiara: "Le attività delle Municipalità erano duplici, da una parte venivano assegnati gli spazi, dall’altra venivano stipulate numerose convenzioni con le associazioni che prevedevano la riduzione o la totale esenzione del canone d’affitto delle sedi, in cambio o dell’esecuzione di lavori di manutenzione o di servizi rivolti al cittadino".

Il welfare della città

Anche per Adriano Gobbin capogruppo Pd di Marghera: "Questa amministrazione guarda ai servizi solo come un costo (basti pensare agli asili o, appunto, alle sedi delle associazioni), non considerando che le associazioni sono proprio quelle svolgono corsi, servizi e attività, che se fossero in capo al Comune avrebbero un costo insostenibile. Se dovessero chiudere verrebbe eliminato gran parte del welfare della città". Le associazioni - gli fa eco Nicola Da Lio, capogruppo Pd di Mestre -, aiutano a mantenere il decoro nei territori anche animando le strade della città e rappresentano un argine per i problemi di ordine pubblico". 

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