Disagi al trasporto pubblico locale veneziano, Pd: «Intervenga la Regione»

«Dal 2010 ha diminuito il contributo a Venezia di circa 19 milioni: un taglio di oltre il 20%». E scatta l'interrogazione

Imbarcadero Actv, archivio

Il Partito Democratico torna alla carica dopo i tagli a trasporto pubblico locale veneziano dovuti all'emergenza coronavirus e anche alla crisi economica di Actv. «Continuano giornalmente le segnalazioni di disagio da parte dei lavoratori e dei cittadini. Ad esempio, la soppressione della linea 2 e la riduzione della frequenza delle corse ha provocato notevoli disagi e il mancato rispetto delle distanze di sicurezza».

Sul trasporto pubblico locale si è espresso il primo cittadino Luigi Brugnaro ammettendo le criticità, qualche giorno fa, dopo la circolare del prefetto che ha chiarito la possibilità, per motivi comprovati e necessari, di utilizzare la propria imbarcazione da diporto in laguna, anche per gli spostamenti legati al lavoro, con cautela. Ci sono riorganizzazioni allo studio di Actv, per entrare nelle fase 2, quella che coincide anche con la ripresa di alcune attività produttive: distanziamenti, gestione dei viaggiatori in attesa e all'interno dei mezzi, ecc. Ma i disagi non mancheranno, dovendo evitare assembramenti, e senza un aumento delle corse acquee e terrestri.

«Riteniamo che le scelte operate dall'amministrazione abbiano privilegiato criteri di risparmio, a scapito dei reali bisogni della città», tuonano Giorgio Dodi, segretario Pd, Maurizio Mandricardo responsabile trasporti del Pd, i consiglieri comunali Pd Monica Sambo, capogruppo, Emanuele Rosteghin e Nicola Pellicani. Il gruppo consiliare ha depositato un’interrogazione all’Amministrazione chiedendo di riattivare alcune linee soppresse e prevedere una frequenza più intensa delle corse negli orari di maggior afflusso di utenza.

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«Attualmente risulta chiusa la maggior parte degli sportelli e delle attività di vendita dei titoli di viaggio con altri disagi per gli utenti», perciò il Pd ritiene che Comune e Avm debbano intervenire per una programmazione più agevole. «Le risorse certamente in questo momento sono minori, ma l’Amministrazione dovrebbe ricordare alla Regione Veneto che dal 2010 ha diminuito il contributo a Venezia per il trasporto pubblico di circa 19 milioni che corrisponde a un taglio di oltre il 20%. La Regione Veneto, insieme a Molise ed Umbria, è tra le poche a non integrare con nemmeno un euro il fondo per il trasporto pubblico locale».

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