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13enne venduta in sposa, Bettin: "Faremo nostra parte a sua difesa"

L'assessore veneziano alle Politiche giovanili interviene in merito al caso della 13enne venduta come sposa e sottoposta a violenze e a torture: "Nessuna tradizione può motivare un crimine"

"Nessuna tradizione arcaica può motivare un crimine", lo ricorda l'assessore comunale alle Politiche giovanili, Gianfranco Bettin, in merito all'episodio di violenze e abusi subiti una ragazzina macedone scoperto dalla Squadra mobile di Venezia.

"Sequestrare il futuro dei giovani, costringerli con la violenza a obbedire ai diktat di tradizioni arcaiche, come pure a nuovissime forme di oppressione - dice Bettin - è uno dei crimini più odiosi. Non esiste libertà, non esiste democrazia senza che legge abbia la capacità di farne rispettare il diritto di scelta, di autonomia. Siamo grati alla squadra mobile di Venezia, intervenuta a Marghera per tutelare la ragazza macedone di 13 anni fuggita dalle angherie di chi l'aveva venduta in sposa".

"Siamo anche grati - aggiunge - alla ragazza stessa, per il suo ammirevole coraggio, per la sua ribellione foriera di libertà. Faremo, come sempre è accaduto in questi casi, la nostra parte a sua difesa, per ribadire che non esiste nessuna possibilità per la violenza oscurantista di prevalere sul diritto all'autodeterminazione e che, neppure nelle società globali e multietniche, gli aspetti più arcaici delle varie tradizioni potranno mai comprimerla". (ANSA)

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