Preoccupazione per il destino degli immobili Ulss3 messi in vendita

Sambo: «C'è il rischio di alimentare il mercato immobiliare legato al turismo, intervenga il sindaco Brugnaro». Pigozzo e Zottis: «Al primo posto garantire interesse pubblico e cittadino»

Reazioni all'intenzione della Regione Veneto di mettere in vendita 32 immobili dell'Ulss3 a Venezia (31 nel centro storico e uno a Mestre), arrivano quasi subito dal Pd regionale e veneziano. Per i consiglieri regionali Francesca Zottis e Bruno Pigozzo del Partito Democratico «va messo al primo posto l’interesse pubblico e della città e contrastato lo spopolamento del centro storico. Occorre evitare che ci sia un ulteriore impoverimento di Venezia, ormai assediata dalle locazioni turistiche, mentre l’emergenza casa non accenna a diminuire, anche a causa degli esorbitanti prezzi degli affitti a libero mercato».

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L'appello al sindaco

Per Monica Sambo, capogruppo Pd in Consiglio comunale, si corre il rischio che anche gli alloggi in vendita della Ulss vadano ad alimentare il mercato immobiliare legato al turismo. «Non sarebbe la prima volta che immobili venduti dalla Regione o da altri enti pubblici dopo siano destinati ad attività turistiche, basti pensare alla vicenda della Vida. Riteniamo opportuno utilizzare quei beni per incrementare l’offerta delle case destinate a residenti. Ci sono medici e infermieri che spesso scelgono altre città dopo pochi anni di permanenza. Si deve evitare che per l'ennesima volta il patrimonio pubblico venga venduto per interessi non collettivi. Intervenire il sindaco Brugnaro - l'appello di Sambo - per chiedere l’emissione di un bando che garantisca questi aspetti». «Regione Veneto a guida leghista pessima amministratrice del patrimonio pubblico? Anche il governatore lo ha ammesso - dice Erika Baldin, consigliera regionale Movimento 5 Stelle Veneto -  ma in realtà è peggio la toppa del buco. Il diritto alla casa, all’ambiente, alla salute meritano di essere difesi. Staremo a vedere dove finiranno le risorse», conclude.

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