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Tutto fermo per la Città metropolitana, il sindaco Orsoni scrive a Mario Monti

Lettera degli esponenti Anci al presidente del Consiglio per eliminare dalla Legge di Stabilità il rinvio di un anno all'accorpamento urbano: "Sorprendente sospendere un percorso avviato"

Venezia metropolitana "non s'ha da fare". L'hanno chiamata "pausa di un anno". Altri l'hanno chiamato "scandalo". La Lega Nord, da sempre paladina del taglio agli sprechi, si era chiamata fuori da subito. L'accorpamento delle Province non ci sarà, e la battuta d'arresto coinvolge anche i grandi progetti di città metropolitane. Da una parte, quando il taglio di alcuni uffici provinciali era stato dichiarato, si erano mossi a protesta presidenti, assessori, consiglieri, lavoratori, impiegati e sindacati. Ora che tutto è congelato si muove l'Associazione nazionale Comuni italiani.

Il presidente dell’Anci, Graziano Derlio e il Coordinatore delle Città metropolitane dell’associazione e sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni hanno inviato ieri al presidente del Consiglio, Mario Monti un appello urgente affinchè sia eliminato, nel testo della Legge di stabilità che verrà presentato in aula al Senato, l’emendamento approvato in Commissione che sospende sino al 31 dicembre 2013 l’attuazione del corredo normativo relativo all’istituzione delle Città metropolitane. Appello che è stato sottoscritto anche dai Sindaci di Roma, Gianni Alemanno, di Genova, Marco Doria, di Bari, Michele Emiliano, di Napoli, Luigi De Magistris, di Torino, Piero Fassino, di  Bologna, Virginio Merola, di Milano, Giuliano Pisapia e di Firenze, Matteo Renzi.

Dopo aver ricordato al presidente Monti che il traguardo dell’istituzione delle Città metropolitane "è stato raggiunto in seguito ad un proficuo lavoro svolto insieme al suo Governo e sulla base di un suo autorevole e chiaro impulso’’ Delrio, Orsoni e gli altri sindaci sottolineano che "appare pertanto sorprendente che si sospenda un percorso di attuazione già da tempo avviato che contiene elementi di strutturale e profonda innovazione istituzionale, nonchè di necessaria semplificazione amministrativa di cui il Paese ha assoluto bisogno’’. Da qui la richiesta di "eliminare tale previsione nel testo che verrà presentato per la votazione finale in Aula al Senato, dando compimento a quanto già voluto dal Governo ed in coerenza con il parere negativo sulla sospensione dato dallo stesso Governo in Commissione questa mattina’’. 
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