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Martedì, 16 Agosto 2022
Politica

Servizi assistenza domiciliare, scontro tra Cgil e Comune sull'appalto del 2011

Il sindacato chiede venga ridiscusso il contratto con la società che ha vinto il bando nel 2011: "Ora i disagi li stanno subendo i lavoratori, che rischiano il posto". Chiesto un tavolo di confronto

Ferri corti tra la Cgil e l'amministrazione comunale di Venezia in merito all'appalto di assistenza domiciliare. Il sindacato chiede un incontro a settembre con il Comune per ridiscutere “prospettive diverse e più efficaci”.

La Cgil propone nuovamente di aprire un tavolo che prepari le soluzioni alternative all’attuale appalto per il mantenimento della qualità del servizio e delle condizioni di lavoro e di reddito delle  lavoratrici e dei lavoratori coinvolti. La situazione si è determinata nel 2011, a seguito del taglio delle risorse da parte del Comune, della discussa scelta sulla compartecipazione economica degli utenti e della scelta di trasformare tutti i rapporti di lavoro a tempo pieno. Secondo la Cgil questo ha avuto come risultato conseguenze negative sul salario e sull’occupazione delle lavoratrici e dei lavoratori, che sono costretti a subire uno scostamento tra orario contrattuale e orario reale, il superamento del debito orario e chiedono il riconoscimento dei tempi di percorrenza, il salario di produttività. “Problemi che se risolti positivamente avrebbero permesso una soluzione transitoria dignitosa per tutte le lavoratrici e lavoratori in questa difficile situazione”, spiega la Cgil veneziana.


Inoltre il sindacato chiede che “la Cooperativa manifesti una maggiore cooperazione e disponibilità. Per questo è determinante che il contributo sindacale delle diverse sigle sia più costruttivo e responsabile senza programmare ipotesi di lavoro impraticabili e inconcludenti e forme di lotta senza prospettive”.

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