ORSONI RESTA IN SELLA La mozione di sfiducia viene respinta

Lunedì sera 19 favorevoli a far cadere il primo cittadino, 26 contrari. Lui ribatte: "Mi impegno per i nostri dipendenti. Giovedì vedo Delrio"

Dopo le proteste di un migliaio di dipendenti comunali che ha "marciato" su Ca' Farsetti, dopo una lunga discussione in Consiglio comunale sui motivi per cui i diciannove consiglieri comunali avrebbero voluto mandare a casa il sindaco Giorgio Orsoni con la sua Giunta, poco dopo le 20 di lunedì si è arrivati al voto. Risultato: mozione di sfiducia respinta con 19 voti a favore (gli stessi consiglieri d'opposizione promotori dell'iniziativa politica) e 26 contro, su 46 votanti. Il primo cittadino lagunare rimane in sella, quindi. Nonostante gli strali lanciati dai banchi della minoranza che ha puntato il dito contro i possibili tagli in busta paga ai tremila dipendenti di Ca' Farsetti a causa delle sanzioni derivanti dallo sforamento del patto di stabilità. "Simbolo" di una amministrazione deficitaria, secondo loro.

CA' FARSETTI ASSEDIATO DAI DIPENDENTI COMUNALI

"Non mi aspettavo qualcosa di diverso da questo dibattito - ha poi preso la parola il sindaco - cioè sostanzialmente nulla. Non ho sentito una proposta o  una critica seria. Hanno continuato a parlare di bilancio in difficoltà e Comune che deve essere salvato, ma non è così. E' un bilancio assolutamente in equilibrio. In questi anni abbiamo diminuito il debito di 65 milioni. Nonostante abbiamo anche avuto 50 milioni in meno di trasferimenti erariali e 75 milioni di entrate in meno dal Casinò. Noi oggi stiamo discutendo sulla possibilità di dare ai nostri dipendenti 9 milioni di un fondo aggiuntivo che noi abbiamo - ha sottolineato - Li abbiamo ma ci vengono congelati da una "sanzione", chiamiamola così. Questo perché lo Stato ha deciso di far pesare sugli enti locali il raggiungimento del patto di stabilità di fronte all'Europa. Noi non ci vergogniamo a chiedere che il Comune di Venezia venga rispettato, per non dover applicare sui dipendenti un meccanismo che è iniquo".

CI PENSA GRASSO: UN TWEET CALMA LE PROTESTE

Il primo cittadino ha annunciato davanti al parlamentino locale di aver già preso contatti con il sottosegretario della presidente del Consiglio Graziano Delrio. "Probabilmente giovedì avrò un incontro con lui", ha affermato. "Questa città è amministrata bene - ha continuato Orsoni - Mi assumo tutte le responsabilità politiche di quello che abbiamo fatto e vi assicuro che continuerò a impegnarmi affinché i nostri dipendenti non debbano soffrire nemmeno per un centesimo. In qualsiasi modo. E' un impegno al quale non mi sottraggo. I dipendenti che applaudivano quando qualcuno invocava un commissario - ha concluso - non sanno che conseguenze ci sarebbero. Farebbe il contrario dei loro interessi".

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