Zaia pigliatutto: «Una vittoria senza eguali» con varie riflessioni

Pellicani: «Il PD veneto va rifondato su base federalista. Sconfitta grave». Visman: «Lontanissimi da questo presidente». Busetto: «Il Veneto potrà essere ulteriormente cementificato»

Comune di Venezia

Sono vari i commenti e le sensibilità in relazione alla vittoria della lista Zaia presidente alle regionali in Veneto. «Il PD in regione va rifondato su base federalista», commenta a caldo l'onorevole e consigliere comunale Nicola Pellicani del Pd, interpretando il pensiero del suo partito sulla supremazia di Zaia «che non ha eguali nella storia del regionalismo italiano». Era ampiamente annunciato ma, dice il deputato, «ciò non cambia l'entità e la gravità della sconfitta del centrosinistra. Zaia ha confermato di avere un solidissimo radicamento territoriale e una grande capacità comunicativa.

 Voglio ringraziare Arturo Lorenzoni, per la grande generosità dimostrata di fronte a una sfida che fin dall'inizio si preannunciava come difficilissima. Il partito va completamente rifondato e va messa in campo al più presto una nuova classe dirigente».

«Faccio i miei migliori auguri a Luca Zaia per il gran lavoro che dovrà essere svolto per i prossimi cinque anni, con una preghiera di aver un occhio di riguardo per la soluzione della crisi del porto di Venezia», dice invece il candidato sindaco alle amministrative di Venezia per Italia Giovane Solidale, Maurizio Callegari. «Per le elezioni regionali c'è poco da dire - commenta la candidata sindaco del Movimento 5 Stelle Sara Visman - . Ha vinto Zaia su tutta la linea, come era prevedibile. L'unico dato interessante è che il presidente e la sua lista hanno raccolto una montagna di voti più di Salvini. Per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, per ora il risultato è deludente, inutile nasconderlo. La bella vittoria del Sì al referendum non ha avuto l'impatto sperato sull'esito delle urne, e dovremo batterci con ancora più determinazione per portare avanti il cambiamento del Veneto: per ora siamo lontanissimi da Zaia».

«Poche speranze riponevamo sull'esito della consultazione regionale, possiamo solo aggiungere che per quanto ci riguarda anche un verdetto che avesse premiato il centrosinistra avrebbe, a nostro modo di vedere e pensare, cambiato poche cose essendo per noi la medesima faccia di una sola  medaglia, infatti entrambi i contendenti non faranno nulla per i lavoratori, anzi la situazione potrà solo peggiorare sia nell'ambito del lavoro in generale, e tanto più per quanto riguarda la sanità che potrà essere impunemente privatizzata oltre modo. Infine il Veneto potrà veleggiare tranquillamente ad essere ulteriormente cementificato», dice il candidato sindaco del Partito Comunista dei Lavoratori, Alessandro Busetto. Anche Baretta su Zaia, in una prospettiva comunale: «un voto regionale che vede la Lega di Zaia dominare e che nell'alleanza con Brugnaro ha messo l'ipoteca anche su Venezia».

Per il candidato alle comunali Marco Sitran, della lista omonima: «tutto come nelle previsioni in Regione. Il Veneto si conferma a trazione leghista. Quando Zaia si riconferma per il terzo mandato con il 75% dei voti c'è qualcosa che non quadra nella democrazia», mentre per Giovanni Andrea Martini della lista Tutta la città insieme, «l'opposizione non ha mai trovato la modalità o la forza per diventare per lui un vero ostacolo. A favorirlo una campagna fatta in lockdown e con un'esposizione mediatica imponente. Passa il messaggio della Lega, anche se meno volgare e sfacciato, ma comunque di distanza dalla ricerca di tutela dei diritti per tutti e di omologazione verso il modello dell'asservimento ai poteri forti. Il nostro impegno consisterà nello smascherare la vera natura del governatore».

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