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Zappalorto: "Futuro sindaco? Conti in equilibrio, ora serve oculatezza"

Il commissario: "Scovati 150mila euro per gli spazi cuccioli. Si continui a razionalizzare le partecipate. Il bilancio? L'ho approvato per la città"

Di certo avrebbe sperato in un commiato più gentile con la città, invece sono state solo contestazioni e urla. L'ultimo Consiglio comunale dell'era Zappalorto è durato meno di un'ora, ma nessuno ha sentito nulla di ciò che si sono detti i rappresentanti dell'amministrazione commissariale e i delegati delle municipalità. Il nodo del contendere era il bilancio "lacrime e sangue" del Comune per il 2015, riportato in equilibrio a costo di pesanti tagli per i dipendenti comunali e per il sociale. Niente rifinanziamento del fondo per le indennità, rincari di parcheggi a pagamento, biglietti Actv, buoni pasto e chiusura di servizi importanti come gli spazi cuccioli. Forse solo su quest'ultimo frangente arrivano delle buone notizie: in extremis i commissari sono riusciti a scovare tra le pieghe delle spese in conto capitale 150mila euro che potranno essere sfruttati come una specie di salvagente.

CONTESTAZIONI E URLA CONTRO I TAGLI IN COMUNE

Beninteso, ne servirebbero circa il doppio per coprirne il costo in toto, "ma è comunque una base su cui lavorare", ha dichiarato il subcommissario Vito Tatò. Per il resto tagli e rincari confermati, con contestazioni annesse. "Sono contento di avere chiuso il bilancio - ha commentato Zappalorto dopo la tumultuosa seduta di Consiglio - l'ho fatto per i cittadini. Perché altrimenti sarebbe saltato tutto. Niente più eventi, feste, niente più servizi sociali. Questa sfida è terminata con un atto importantissimo per una città per certi versi 'impossibile', in cui vige la filosofia del 'non fare". Chi arriverà dopo di noi potrà comunque contare su conti in equilibrio".

Questo è un punto su cui il commissario punta molto come proprio "lascito": "Ma c'è ancora tanto su cui operare - afferma - il prossimo sindaco dovrà mettere ancora di più in sicurezza i conti. Servirà oculatezza nell'amministrare la città. Gli consiglierei di continuare con il piano di razionalizzazione delle partecipate che abbiamo approntato, dopodichè c'è la partita del Casinò che avrà per forza un riflesso pesante sul Comune. Le due realtà sono intimamente legate". Per evitare il default della Casa da gioco, i commissari hanno ricapitalizzato la Cmv, partecipata del Comune, con un milione di euro: "Siamo stati costretti a farlo - ha spiegato il subcommissario al Bilancio Vito Tatò - perché una bancarotta del Casinò sarebbe letale per tutta la città. Molti debiti della Cmv sono contratti con garante il Comune. Se salta la società di gestione della Casa da gioco il Comune si trova subito esposto per 56 milioni di euro (tra fidejussoni e crediti), e già al 30 giugno Cmv avrebbe potuto avere problemi di liquidità".

LE CONTESTAZIONI: "VATTENE, TORNATENE A GORIZIA"

Come dire: o il milione di euro lo si metteva lì o le conseguenze sarebbero state ancora più devastanti per la città. Finché il Casinò (se si deciderà di continuare per quella strada) non verrà privatizzato. Conti in ordine, dunque, non significano stabilità. Anzi. Basta un debito fuori bilancio e la vallata si oscurerà di nuovo per il prossimo sindaco. A meno di nuovi introiti che il commissario individua in una tassa sugli sbarchi e gli imbarchi, tra crociere, treni e aerei. "L'abbiamo proposto al governo, ma non ci ha risposto", ha sottolineato. Una scialuppa di salvataggio potrebbe essere costituita dai 7,4 milioni di euro che dovrebbero arrivare da Roma con il prossimo decreto Enti locali. Soldi che potranno essere allocati liberamente nei vari capitoli di bilancio.

MAMME CON I PANINI CONTRO I RINCARI DEI BUONI PASTO

Ma quello che Zappalorto consiglia al suo successore è un cambiamento di mentalità: "Finché c'erano le risorse è stata una corsa a dare i servizi migliori - spiega - ora la domanda che un amministratore deve porsi è se sia sostenibile. Dopodiché, avessi più tempo, metterei certamente mano alla pianta organica del Comune. D'ora in poi, fino al passaggio di consegne, però ci sarà spazio solo per l'ordinaria amministrazione".

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