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Un "commissario metropolitano"? Zaia e Zaccariotto dicono di no

I presidenti di Regione e Provincia non approvano che Vittorio Zappalorto prenda in carica la Città Metropolitana: "Non è mai stato eletto"

L'ha detto subito, già nella prima intervista dalla scrivania di Ca' Farsetti: “Se a gennaio sarò ancora qui si procederà con la Città Metropolitana”. Vittorio Zappalorto, commissario prefettizio per il Comune di Venezia, il nuovo ente a sostituzione della Provincia lo studia da dieci anni, una decade che l'ha visto passare per gli uffici del ministero dell'Interno e controllare proprio carte e protocolli relativi alla nuova faccia dell'amministrazione provinciale; il “sindaco” non eletto non ha alcuna intenzione di frenare il processo di trasformazione, anzi è pronto a prenderselo in carico e a traghettare la città verso il suo nuovo ordinamento.

Ma una simile presa di posizione non piace a chi la Città Metropolitana l'ha sempre criticata: Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, lancia un duro monito a Zappalorto, intimandogli di non andare oltre le sue competenze. Il governatore regionale sostiene che Zappalorto, non essendo stato eletto dalla popolazione ma semplicemente nominato dal prefetto di Venezia, non può ricoprire l'incarico che sarebbe dovuto essere di Orsoni. Una sospensione della democrazia, per Zaia, che non può essere tollerata: Zappalorto, sostiene il politico del Carroccio, è espressione degli accordi tra segreterie di partito, non della volontà degli elettori, per questo non può arrogarsi il diritto di ampliare ulteriormente i suoi poteri. Dello stesso avviso anche Francesca Zaccariotto, presidente della Provincia di Venezia. La leghista, che a gennaio perderà la sua poltrona proprio per far spazio al sindaco metropolitano, consiglia a Zappalorto di non immischiarsi in cose che non gli competono: “È chiamato a svolgere la normale amministrazione in vece di sindaco, francamente il resto non gli compete”. Eppure a stroncare le posizioni dei due esponenti della Lega Nord ci ha pensato il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, che rema in direzione completamente opposta e bolla i brontolii di Zaia e Zaccariotto come “polemica inutile”: “Le competenze del commissario – sostiene il veneziano – sono fissate dalla legge, bisogna lasciarlo lavorare”. E mentre anche dalla Cgil si sentono le prime richieste, nello specifico quella di completare il bilancio senza mettere ulteriormente in crisi i lavoratori, emerge lampante il futuro di Venezia: eletto o meno, Zappalorto sarà il primo “commissario metropolitano” della provincia.

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