Un robot per la Chirurgia di Portogruaro

Moderna tecnologia, per interventi meno invasivi. Anche l'Ulss 4 si dota di un robot prima a disposizione solo all'ospedale dell'Angelo

«La chirurgia robotica è la massima tecnologia attuale per garantire ai nostri pazienti il miglior risultato in termini di qualità, di sicurezza e di minore trauma chirurgico». Lo dicono i chirurghi dell’Ulss 4 dopo aver appreso che il direttore generale Carlo Bramezza ha avviato la procedura in Azienda Zero per l’acquisto di un robot chirurgico da installare all’ospedale di Portogruaro, polo chirurgico dell'azienda sanitaria.

«Servizio di alto livello»

«Con il robot chirurgico l’Ulss 4 avrà una chirurgia di altissimo livello, equiparabile a quella degli ospedali Hub, o di ambito provinciale. - annuncia il direttore generale Carlo Bramezza - L’investimento sarà importante, circa 3 milioni di euro, ma sarà ampiamente compensato dal migliore servizio fornito all’utenza. Costituirà inoltre una degna gratificazione al grande impegno profuso da sempre dai nostri bravi chirurghi, anche se, dal giorno in cui entrerà in funzione, saranno chiamati ad un ulteriore sforzo per effetto di un aumento delle attività chirurgiche determinate dalla nuova tecnologia».

Chirurgia mini invasiva

La chirurgica robotica è utilizzata come chirurgia mini invasiva per interventi che richiedono un’elevata precisione, in particolare nel campo delle piccoli dimensioni, e consente all’operatore di praticare un intervento chirurgico manovrando a distanza il robot. Rispetto alla chirurgia video assistita tradizionale, il chirurgo è distante fisicamente dal campo operatorio e siede in una consolle provvista di monitor, da cui, attraverso un sistema computerizzato, comanda il movimento di bracci robotici a cui possono essere fissati ferri chirurgici come pinze, forbici e dissettori, che una equipe presente al tavolo operatorio introduce nella cavità dell’intervento. L’impiego dei bracci meccanici ha il vantaggio di consentire una visione tridimensionale, un immagine più stabile e di rendere le manovre più precise.

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Applicazioni

«Grazie alla magnificazione delle immagini, alla tridimensionalità e alla ergonomicità per il chirurgo – dice il direttore dell’Urologia, Michele Amenta – la chirurgia mini invasiva robotica sta assumendo un'importanza sempre maggiore nel trattamento del tumore della prostata e dei tumori renali, in particolare nella nefrectomia parziale, perché offre la possibilità di asportare solo il tumore salvando il rene. Nel trattamento del tumore della vescica si ha la possibilità di asportare la vescica urinaria e di ricostruirla senza aprire chirurgicamente l'addome». «Il robot chirurgico – osserva il direttore dell’Orl, Alessandro Abramo - viene utilizzato in otorinolaringoiatria per operare un distretto estremamente difficile da “aggredire”, quello faringo-laringeo. Con questa tecnologia si possono eseguire operazioni molto precise, complesse e radicali senza accedere per via esterna “tagliando” il collo, con evidenti implicazioni positive in termini di tempi di ripresa del paziente e di complicanze post-operatorie. Neoplasie sia in stadio precoce che avanzato possono essere trattate con questa tecnica, garantendo un approccio molto meno invasivo delle tecniche tradizionali». «Negli ultimi anni abbiamo avuto la possibilità di utilizzare il robot all'ospedale dell'Angelo di Mestre e noi chirurghi, insieme al personale di sala operatoria della provincia di Venezia, abbiamo così acquisito familiarità e capacità tecniche con questa nuova metodica - commenta il direttore della chirurgia generale, Francesco Fidanza -. La possibilità di averlo a disposizione nelle nostre sale operatorie sarà per tutte le specialità chirurgiche del Veneto orientale».

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