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Scuola, mancano insegnanti di sostegno e maestre: "E si alimenta spirale del precariato"

Il problema, secondo la Cisl, dipende da delle scelte sbagliate delle università, che destinano pochi posti a fronte di una richiesta di personale qualificato sempre crescente

Problemi che limitano il buon funzionamento della scuola pubblica nella nostra regione. Sono quelli messi in evidenza dall'unione sindacale Cisl. Problemi che riguardano gli insegnanti di sostegno, in numero insufficiente in Veneto, e il personale abilitato all'insegnamento nelle scuole dell'infanzia e primaria, con il numero di posti abilitanti inferiore alle reali necessità.

INSEGNANTI DI SOSTEGNO

"Anche quest’anno, - si legge in nota ufficiale - più dei precedenti, il numero degli insegnanti di sostegno formati e di ruolo disponibili sarà nettamente insufficiente rispetto alle necessità richieste da quello, elevato e crescente, degli studenti disabili che quest’anno sono 16.424". Secondo la Cisl, la causa dello squilibrio dipenderebbero dalle università di Padova e Verona, che avrebbero chiesto al Miur l'autorizzazione per un numero di posti nei corsi di specializzazione per attività di sostegno nettamente inferiore alle necessità oggettive. "Questa distanza tra necessità occupazionali e posti per la specializzazione/abilitazione va avanti da anni - continua il sindacato - e sta creando un paradossale cortocircuito che penalizza i laureati in cerca di occupazione, la scuola pubblica veneta e, in primis, gli studenti disabili. A fronte di 1.743 nomine, i posti per la specializzazione/abilitazione attivati quest'anno dalle università venete sono 560".

INSEGNANTI ABILITATI

Il secondo problema messo in luce dai sindacati riguarda il personale abilitato all’insegnamento nelle scuole dell’infanzia e primaria. Anche in questo caso le università venete disporrebbero corsi per un numero insufficiente di studenti rispetto alle esigenze occupazionali. Per l’anno accademico 2017/2018 sono previsti 200 posti a Padova e 100 a Verona. "In totale 300 posti - sottolineano da Cisl - un numero invariato da tempo. Il fatto è che solo nel corso del 2017 sono andati in pensione, in Veneto, 601 docenti di scuola primaria e 143 di scuola d’infanzia. Le quantità dei pensionamenti sono simili anche negli anni precedenti. Lo scorso anno l’università di Padova ha ricevuto circa 1100 domande di partecipazione ai test di ingresso e 850 richiedenti si sono presentati per affrontare la selezione ed ottenere uno dei 300 posti disponibili. Si conferma così che se da una parte c’è bisogno di personale e c’è l’interesse da parte dei laureati, dall’altra ci si ostina a definire numeri chiusi incomprensibilmente restrittivi".

L'ALLARME DEI SINDACATI

"Oggi in Veneto non ci sono docenti per la scuola primaria. A queste carenze - concludono dal sindacato - si pone rimedio con l’assunzione di insegnanti senza qualifica e con contratto annuale, alimentando così la spirale della precarizzazione della didattica, del lavoro e dell’organizzazione scolastica". Cisl chiede pertanto che le università concertino con l’ufficio scolastico regionale i numeri e le caratteristiche dei corsi di specializzazione e abilitanti all’insegnamento. Oltre a suggerire l'intervento anche della Regione nel Comitato regionale di coordinamento dell'università.

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