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Covid, terza ondata: aumenta la richiesta e il prezzo delle baby-sitter a Venezia

Impennata sulle tariffe per questo mestiere nella nostra città e nel resto dell'Italia dallo scoppio della pandemia lo scorso 2020

Con la nuova chiusura delle scuole, il problema dell'accudimento dei minori è diventato sempre più imponente per le famiglie italiane. Non potendoci più spostare di regione in regione, poi, neanche i nonni possono dare una mano e i genitori costretti con i figli a casa e lo smartworking, ed è così, che, la scelta di rivolgersi a una beby sitter è sempre più comune e anche necessaria. Dal sito Sitly.it , piattaforma specializzata nella ricerca di baby sitter, si è notato un aumento di accessi del +14,5% (+11,3% di genitori) e di nuovi iscritti per un +10% nella settimana in cui si è ufficializzata la chiusura delle scuola di ogni ordine e grado che indica una necessità sempre più in aumento. Altro dato interessante è che oltre il 70% dei profili ‘genitore’ di recente iscrizione sono donne, la maggior parte di età compresa tra i 25 e i 34 anni, a conferma di quanto la gestione della famiglia sia tutt’oggi compito della mamma e di quanto ricada dunque su di lei la difficoltà di conciliare lavoro e famiglia. Soprattutto per bambini piccoli, visto anche la fascia di età rilevata tra le madri. Il 46,9% delle famiglie registrate a Sitly hanno figli tra gli 0 e i 4 anni. 

Le tariffe in Italia e a Venezia

Il costo orario di una baby sitter è decisamente aumentato in questo ultimo anno dove siamo stati colpiti da una pandemia che ha cambiato radicalmente la gestione della vita da parte delle persone. Rispetto al rilevamento svolto da Sitly nella scorsa estate 2020 c'è una crescita delle tariffe nella città di Venezia da 8,3 euro a 9 euro. Per quanto riguarda le altre città, Torino o Bologna sono passate da 8 a 9 euro all’ora, Milano da 9 a 9,5 euro l’ora (la città più cara insieme a Genova e Aosta, in cima alla classifica con 10 euro all’ora). Restano costanti, i prezzi, in altre città come Roma e Trieste con una richiesta media di 8,5 euro l’ora, così come Trento e Bolzano, e Firenze, fissa su 9 euro. Continuando verso il centro sud, a Napoli la richiesta oraria media si conferma 7,5 euro, come a Campobasso, e a Reggio Calabria 7 euro, ma a Bari si sale da 6,5 a 7,5 euro; a Cagliari da 7,5 a 8 euro l’ora; a Ancona da 7 a 8,5 euro; a L’Aquila da 7,5 a 8,5 euro. A Perugia nel 2019 la richiesta media era 7 euro, ora è 8,5 euro. Anche a Palermo cresce di 1 euro la tariffa oraria, arrivando a 8,5 euro. Unico capoluogo in controtendenza è Potenza, a 6,5 euro l’ora contro i 7 euro di due anni fa.

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