La storia del soldato generoso diventato San Martino

Il racconto di come un militare dell'Impero Romano è diventato uno dei santi più noti della tradizione popolare italiana

San Martino e il povero di Giovanni Battista Carlone

La festa di San Martino è ormai alle porte. L'11 novembre, infatti, come da tradizione si festeggia il giorno dedicato a questo santo. Noto per la sua grande generosità, San Martino passa alla storia come l'uomo che tagliando il suo mantello in due parti ne regalò una a un pover'uomo per strada per farlo riparare dal freddo. Ma prima di diventare santo, chi era Martino e quali erano le sue origini? Con un tuffo nel passato oggi vogliamo raccontarvi la storia di Martino, un ragazzo nato in una cittadina dell'Ungheria e diventato, negli anni, santo nonché protagonista di una delle feste più sentite e celebrate dagli italiani.

Chi era Martino prima di diventare santo?

Martino nacque intorno al 316-17 a Sabaria Sicca, l'odierna Szombathely, in Ungheria. Figlio di un tribuno della legione romana nella Pannonia, l'odierna pianura ungherese, Martino ricevette il suo nome, Martinus, in onore di Marte, il dio della guerra. Martino, però, trascorse la sua infanzia a Pavia, la città dove fu trasferito suo padre per ragioni militari. All'età di quindici anni da figlio di un veterano entrò nell'esercito e venne subito promosso di grado fino a diventare circitor (responsabile della sorveglianza notturna dei posti di guardia) nella città di Amiens in Gallia ed è proprio durante una di queste ronde di notte che quel ragazzo della Pannonia visse l'episodio che gli cambiò la vita.

L'episodio del mantello e la generosità di Martino

Durante una delle sue solite sorveglianze notturne, Martino, incontrò un mendicante seminudo per strada. Vedendolo molto sofferente per il freddo, Martino, decise di compiere un gesto di solidarietà e generosità: tagliò in due il suo mantello con la sua spada e ne condivise una metà con l'uomo. La notte seguente, a Martino, comparve in sogno Gesù che indossava la metà del suo mantello militare e che disse agli angeli che un soldato dell'esercito romano, neanche battezzato, lo aveva vestito. Una volta sveglio Martino vide che il suo mantello era integro e, stupito, lo conservò come reliquia.

Questo episodio colpì così tanto Martino che la Pasqua successiva decise di battezzarsi e diventare, così, cristiano e dopo vent'anni nell'esercito, a quarant'anni, decise di lasciare la carriera militare e dedicare la sua vita alla fede e alla lotta contro l'eresia ariana. Dopo un periodo da eremita e da monaco, fondò un monastero e divenne vescovo di Tours dedicando la sua vita alla professione della fede. 

Martino morì l'8 novembre del 397 a Candes-Saint-Martin e, oggi, viene festeggiato l'11 novembre, giorno del suo funerale.

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