Palazzo Pisani: da dimora sfarzosa a esempio di decadenza, una bellezza tutta da scoprire

La storia della seicentesca casa di una delle famiglie più ricche della città oggi sede del Conservatorio "Benedetto Marcello" di Venezia

Da sfarzosa dimora celebrativa della grandiosità della famiglia Pisani a sede del Conservatorio Benedetto Marcello, Palazzo Pisani è uno dei più bei, ma meno conisciuti, palazzi veneziani. Sotto gli occhi di tutti, in campo Santo Stefano, la casa seicentesca di una delle famiglie più ricche della città è una chicca artistica tutta da scoprire e per farla tornare a spledere come un tempo, oggi, vogliamo raccontarvi la sua storia. 

Palazzo Pisani: la celebrazione della ricchezza dei Pisani "dal banco"

Questo palazzo appartevena alla famiglia dei Pisani "dal banco", chiamati così perché fondatori, nel XV secolo, di una banca di cambio a Rialto. I Pisani già all'inizio del cinquecento abitavano a Santo Stefano ma è solo nel 1614-15 che fecero costruire quello che oggi conosciamo come Palazzo Pisani. Dall'architettura ispirata dal classicismo romano, il progetto della dimora di una delle famiglie più ricche della città viene attribuito Sansovino anche se l'ipotesi più accreditata è che la mano dietro la costruzione della dimora sia di Alvise Pisani, doge della Repubblica di Venezia, che ha progettato il palazzo con l'aiuto di Bartolomeo Manopola, allora proto di Palazzo Ducale. Il tocco di Manopola è visibile nello stile del palazzo molto simile a palazzo Ruzzini in campo Santa Maria Formosa, progettato dallo stesso architetto. Inizialmente il palazzo aveva un solo piano nobile e non aveva ancora la facciata sul Canal Grande che venne aggiunta successivamente.  

Palazzo Pisanii doveva essere la rappresentazione della potenza della nobile famiglia veneziana, e proprio per questo motivo, i Pisani, acquistarono, tra il 1668 e il 1716, gli edifici e i terreni circostanti il palazzo per poterlo ampliare. A occuparsi dell'opera di ampliamento fu l'architetto Girolamo Frigimelica che, per la stessa famiglia, stava costruendo anche la loro villa a Stra. Fu grazie al suo intervento che venne inserito un secondo piano nobile, una biblioteca che conteneva dei pezzi storici di altissimo rilievo tra cui i cosiddetti "libri proibiti" perché considerati eretici, un nuovo salone da ballo per le feste, un nuovo cortile collegato al primo con un loggiato e, soprattutto, la facciata sul Canal Grande. Il risultato fu un palazzo elegantissimo con una pianta inusuale per la città di Venezia e due cortili interni divisi e collegati da un corpo di quattro piani di cui due a loggiato.

L'unica parte "povera" del palazzo rimase la facciata sul Canal Grande perché i Pisani usarono tutti i soldi per la costruzione della villa a Stra rimanendo con pochi risparmi da dedicare alla facciata del palazzo veneziano che però, viene compensata dalla maestosa facciata in pietra d'Istria ancora visibile in campo Santo Stefano con la rappresentazione della prima e ultima delle dodici fatiche di Ercole su due gruppi statuari. L'interno del palazzo vantava al suo interno una collezione di 159 opere di artisti tra cui Tiziano, Tintoretto, Veronese, Bassano, Palma il Vecchio purtroppo vendute dopo la decadenza economica della famiglia. 

La decadenza dei Pisani e la fine di un'epoca di sfarzo

Tra la fine del '700 e l'inizio dell'800 i Pisani persero quasi completamente il loro patrimonio a causa di esborsi di denaro troppo esosi tra libri preziosi, monete antiche, opere d'arte e le costosissime e sfarzose feste che organizzavano nel palazzo. Dopo il decadimento economico della famiglia e con la dominazione francese il palazzo divenne la casa di Eugenio de Beauharnais e la villa a Stà venduta a Napoleone. Palazzo Pisani venne poi diviso in appartamenti e messo in affitto e una volta estinta la famiglia Pisani, il comune di Venezia, nel 1897 ne divenne proprietario. Con la prima guerra mondiale divenne caserma fino a diventare, dal 1940 quella che ancora oggi è la sede del Conservatorio di Musica  “Benedetto Marcello” di Venezia.

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