San Giacomo dell'Orio: il campo dove i cadaveri dei veneziani venivano dissezionati

La storia poco conosciuta delle autopsie svolte in quello che oggi è uno dei campi più belli della città che hanno lasciato traccia nei nomi del ponte, della corte e del sottoportego de l'anatomia

Il protagonista della storia che vogliamo raccontarvi oggi è uno dei campi più verdi e popolati della città che, però, una volta era terra di cadaveri. Di cosa stiamo parlando? Di San Giacomo dell'Orio, un posto che in passato era dedicato alla dissezione dei morti, attività di cui oggi resta solo la traccia nella toponomastica di quei luoghi che portano ancora il nome di ponte, corte e sottoportego de l'anatomia. Ma addentriamoci più nei dettagli di questa intrigante e poco conosciuta curiosità veneziana.

La storia delle dissezioni dei cadaveri a San Giacomo dell'Orio

Siamo nel 1368 e ci troviamo nel sestiere di Santa Croce. Proprio in questo anno nella città di Venezia venne stipulata una legge che voleva che annualmente, per un dato periodo di tempo, venissero svolte autopsie sui cadaveri dei veneziani per delle vere e proprie lezioni di anatomia per praticanti medici a cui, dal 1558, dovevano assistere anche i barbieri. Dove si scelse di farle? In campo San Giacomo dell'Orio. Se le cosiddette lezioni di anatomia prima venivano fatte nella chiesa, ora demolita, di San Paterniano, nella scuola di San Teodoro o nell'Ospedale di SS. Pietro e Paolo, si spostarono sempre più verso la zona di San Giacomo dell'Orio. Questa zona della città, infatti, divenne negli anni il luogo della dissezione dei morti tanto che, nel 1480 venne proposta l'idea di costruire qui un vero e proprio teatro di anatomia

Al civico 1507 il più importante teatro anatomico del '500

Ad avere l'idea fu il medico Alessandro Benedetti che però non risuscì mai a vederla realizzata. Il teatro anatomico, infatti, venne eretto, al civico 1507 in campo San Giacomo dell'Orio, solo due secoli dopo grazie al lascito di tremila ducati da parte del patrizio Lorenzo Loredan. 

Il teatro anatomico veneziano dalla data della sua inaugurazione avvenuta l'11 febbraio 1671 restò attivo per ben 130 anni come una delle più importanti e antiche scuole di anatomia dell'Europa. Questo posto, infatti, non era frequentato dai soli veneziani ma da praticanti medici provenienti da tutta Italia e perfino dall'estero.

Il cosiddetto "osservatorio" aveva non solo una porta terrena ma anche una sull'acqua che permetteva lo scarico e il carico dei corpi da dissezionare direttamente dalle imbarcazioni senza creare troppo scalpore tra la folla dei passanti. Un grave incendio nella notte dell'8 gennaio del 1800, però, ne distrusse gran parte e non bastò un restauro a mantenere viva la sua attività molto più a lungo. Dopo qualche anno, infatti, tutti gli studi sull'anatomia vennero trasferiti esclusivamente all'Università di Padova in quello che, ancora oggi, è il più antico teatro anatomico esistente al mondo, ancora perfettamente conservato e che ha permesso ai nostri antenati di imparare a mani nude com'è e come funziona un corpo umano.

E il teatro anatomico di San Giacomo dell'Orio? Non ne resta più traccia e negli anni si è mano a mano dissolto anche dalla memoria collettiva ma noi oggi abbiamo voluto ridargli l'attenzione che tutte le cose che hanno fatto la storia, anche se dimenticate, meritano di avere.

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