Sciopon: curiosità e storia della tradizionale barca veneziana da caccia

Tutte le caratteristiche di questa imbarcazione a remi tipica della città lagunare

foto dell'osteria "ai Cacciatori" alla Giudecca

Inizia la nostra nuova rubrica che vuole raccontare la storia e le caratteristiche delle meno conosciute imbarcazioni venezione per tornare a dare valore a quei mezzi di trasporto a remi che, anche se non si vedono più tra i canali, hanno fatto, nel loro piccolo, la storia della città e dei veneziani. 

Sciopon: la barca da caccia della laguna

In questo primo episodio vogliamo parlare dello sciopon. Il nome di questa barca deriva dal termine veneziano s-ciopo che, come sa chiunque abbia un po' di dimestichezza con il dialetto della città che si regge sull'acqua, indica il fucile e la spingarda. Non è un caso che questa barca prenda il nome proprio da questi oggetti. Lo sciopon, infatti, è un'imbarcazione che monta al suo interno una vera e propria spingarda lunga 3 metri e con un calibro di 70 millimetri che poggia sul trasto della barca e con la canna verso la prua. 

Si tratta di una versione un po' più piccola del sandolo, altra barca a remi tipica della laguna, ma a differenza di questo è più leggera. Lo sciopon, infatti, non supera i 100 kg (generalmente è di 80kg) e viene generalmente vogato alla valesàna, ovvero la tipica voga a due remi incrociati per vogatore. Proprio la sua leggerezza e manovralità el sciopon è una barca ideale per la caccia tra le barene e i ghebi della laguna veneziana e, infatti, era utilizzata proprio a questo scopo. 

Scioponanti: i più ricchi della città fino alla metà del '900

Un'altra caratteristica di questa imbarcazione è la falca, ovvero la fascia laterale della barca che presenta un buco sulla parte destra che permetteva ai cacciatori di distendersi nell'imbarcazione e continuare a vogare senza farsi vedere dalle prede utilizzando un remo più piccolo chiamato "palina". Solitamente le battute di caccia dei vogatori di sciopon duravano più giorni consecutivi e quest'attività, fino al 1900, era una delle più redditizie della città proprio grazie alla grande quantità di specie di uccelli che nei mesi invernali giungevano in laguna.

Il pittore della Repubblica di Venezia Vittore Carpaccio ne raffigura un cosiddetto "progenitore" nel suo dipinto olio su tavola Caccia in laguna conservato oggi al Paul Getty Museum di Los Angeles: l'opera raffigura diversi esemplari di queste imbarcazioni che trasportano, anziché la spingarda, uomini muniti di arco e frecce, ciascuna sospinta da tre vogatori.

Vittore Carpaccio_Caccia in laguna-2

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