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Domenica, 26 Giugno 2022
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La chiesa di San Martino nasconde antichi utensili degli arsenalotti. Dove vederli e la loro storia

Cosa simboleggiano e dove vedere i segni della presenza degli operai dell'Arsenale nella chiesa veneziana dedicata al Santo di Tours

Sono scolpiti sul marmo del pavimento della Chiesa di San Martino, nel sestiere di Castello, a pochi passi dall'ingresso dell'Arsenale. Scovali non è semplicissimo, bisogna sapere dove andare e, soprattutto, aguzzare lo sguardo spostando alcuni dei banchi della chiesa che li nascondono da anni. Sono gli antichi utensili degli arsenalotti, gli operai dell'Arsenale di Venezia che dominavano questa area della città lasciando tracce della loro presenza tra le case, le chiese e nizioleti di tutta la zona dell'Arsenale. Questa élite degli artigiani veneziani, che raggruppava diversi specialisti della nautica tra cui i calafati, i carpentieri, i segatori, i manovali, aveva diversi privilegi come quello di poter remare sul Bucintoro nelle celebrazioni ufficiali della Serenissima, l'essere guardie d'onore alle elezioni del doge e ottenere abitazioni gratuite o a prezzi irrisori in tutta la zona intorno alle mura dell'antico cantiere navale veneziano.

Ancora oggi è possibile vedere le loro case, come quella al civico 2446 e 2445 in Fondamenta dei Penini a San Martino dove si trova ancora l'antica numerazione delle case degli arsenalotti e le vecchie iscrizioni che identificavano qual era la mansione della persona che abitava in quel luogo come, ad esempio,  "n°47 cappo mro alle seghe" (cioè il capomastro delle segherie) e "n° 46 appuntador dei calafai (cioè il responsabile dei calafati). 

All'interno della Chiesa dedicata al culto di San Martino di Tour, gli arsenalotti hanno lasciato il segno del loro passaggio nelle incisioni dei loro strumenti di lavoro come martelli, asce e altri attrezzi del mestiere sul pavimento della Chiesa di San Martino restaurato, insieme a tutto l'eidficio, nel 1972.

Nella stessa chiesa c'è un altare dedicato ai calafati (gli operai che si occupavano della tenuta stagna degli scafi) che conserva il dipinto Sacra Cnversazione dove viene raffigurato il Vescovo San Foca, patrono della categoria, raffigurato con il timone sotto i piedi. 

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