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Perché Venezia aveva un calendario tutto suo e contava i mesi in modo diverso

La storia del calendario veneto secondo cui l'inizio dell'anno era a marzo e non a gennaio

A Venezia e in tutti i territori della Serenissima i mesi venivano contati in modo completamente diverso dagli altri posti del mondo. Prima dell'arrivo del calendario gregoriano il 4 ottobre del 1582, infatti, nella città lagunare i mesi seguivano un ordine e un conteggio molto particolare. Il primo mese dell'anno a Venezia era marzo, mese simbolo di rinascita e nuovo inizio e non gennaio. Questo elemento accomunava il calendario cosiddetto "Veneto" con quello dell'antica Roma prima che venisse introdotto il calendario giuliano. 

Questa diversità nell'inizio del nuovo anno spiega come mai, a livello linguistico, i mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre si chiamano così . I nomi di questi mesi, infatti, derivano dal fatto che si trattava del settimo, ottavo, nono e decimo mese a partire dal primo giorno dell'anno, cioè il primo marzo. E febbraio era il mese più corto dell'anno proprio perché l'ultimo. 

Questo modo di contare i mesi, però, venne stravolto dall'arrivo del calendario gregoriano ma nella Repubblica Serenissima, per evitare di avere troppi problemi nella conta dei mesi, nei documenti ufficiali, si continuò con il vecchio metodo tutto veneziano che voleva l'inizio dell'anno a marzo. Così, su quei documenti, veniva inserita la specifica "m.v." (mòre veneto, cioè "alla maniera veneta") per indicare che quelle date seguivano il cosiddetto calendario della Repubblica di Venezia e non quello gregoriano. 

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