Agroalimentare, Veneto Agricoltura: “annata 2013 sostanzialmente positiva”

Lo scorso 15 gennaio Veneto Agricoltura ha presentato i dati dell'andamento tendenziale del settore agroalimentare veneto nel 2013

Il comparto agroalimentare rappresenta una parte importante del Pil nazionale, circa il 10%, il che lo rende un settore strategico per l’Italia nei mercati globali. Un comparto che, nonostante la crisi, è riuscito a mantenere alto il valore della produzione Made in Italy, continuando a crescere in modo particolare nell’export. I nostri prodotti, infatti, sono conosciuti e apprezzati in tutto il mondo. E quelli veneti non sono da meno. Lo scorso 15 gennaio Luigino Disegna, Direttore della Sezione Innovazione e Sviluppo di Veneto Agricoltura, ha presentato in una conferenza stampa i dati dell’andamento tendenziale del settore agroalimentare veneto nel 2013. Ovviamente sono dati provvisori e bisognerà aspettare giugno per avere un rapporto consuntivo, ma ci danno ugualmente una prima fotografia, anche molto dettagliata, della situazione dell’agroalimentare nella regione. Come si legge nel rapporto, l’annata agraria 2013 è da considerarsi sostanzialmente positiva in termini di valore prodotto con una produzione lorda aumentata complessivamente di circa il 3% rispetto al 2012, raggiungendo i 5,5 miliardi di euro.
 

Il rapporto però ha anche evidenziato che l’eccessiva piovosità primaverile dello scorso anno ha penalizzato alcune colture come il frumento tenero (-14%) e il frumento duro (-39%) ma anche le patate (-40%), il radicchio (-8%), la lattuga (-9%), l’aglio (-7%) e l’asparago (-25%), mentre la produzione dell’orzo è aumentata del 36%, ma solamente grazie al notevole aumento della superficie investita (+44%). Tra le principali colture frutticole annata positiva per la produzione del melo (+40%), non altrettanto per pero (-19%), pesco (-8%) e kiwi (-9%).
 

Ma l’andamento climatico più favorevole dei mesi successivi ha consentito di realizzare produzioni elevate in altre importanti colture, come il mais, che con una superficie di 250.000 ettari e una produzione salita a 2,2 milioni tonnellate (+48%) si conferma prima coltura regionale, e la soia, entrambi prodotti che nel 2012 avevano subìto dei forti cali a causa della siccità estiva.
 

Non va invece molto bene per le imprese agricole: queste hanno subito ancora un significativo calo, attestandosi a 68.250 unità, con una flessione del 6,3% nei primi nove mesi del 2013 rispetto allo stesso periodo del 2012. Più contenuto, invece, il calo delle imprese dell’industria alimentare (-0,1%, 3.660 unità attive). “Dopo il notevole aumento del numero degli occupati in agricoltura nel triennio 2010-2012, afferma il rapporto, con una incremento medio annuo di circa il 10%, nei primi 9 mesi del 2013 si è registrato un calo degli occupati del 14,6% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente, essendo scesi a poco più di 67.000 unità”.
 

In generale, si legge nel rapporto, le importazioni e le esportazioni dei prodotti, rispetto al 2012, sono invece cresciute rispettivamente del 7,2% e 7%.
 

Discorso a parte merita la vitivinicoltura veneta: questa ha beneficiato di un periodo estivo-autunnale tutto sommato favorevole, che ha consentito di raddrizzare una situazione che in primavera, a causa proprio del clima anomalo, si presentava assai preoccupante. Le produzioni di uva e vino aumentano rispettivamente del 4,4% e del 7% rispetto alla scarsa vendemmia 2012. Con ottimi risultati in modo particolare per quanto riguarda l’export.

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