Il turismo a Venezia? Non ha un approccio smart

Lo Smart City Index di Between colloca la città lagunare al 33esimo posto nell'area smart culture & travel

Trentatreesima su 117: è questa la posizione della città lagunare riguardo al turismo e alla cultura rapportate alle nuove tecnologie digitali e al web. A stilare questa classifica la società di consulenza Between che da dieci anni a questa parte misura il grado di “intelligenza” delle nostre città attraverso il rapporto Smart City Index. In questo studio sono stati analizzati oltre 150 indicatori e 9 aree tematiche che hanno collocato Venezia, con un punteggio di 65,3 al 41esimo posto per “smartness”.
 

Nell’edizione 2014 del rapporto, si è aggiunta una nuova area tematica: smart culture & travel, ovvero il turismo e le nuove tecnologie: il web come canale di promozione e di vendita, i social network per segmentare la clientela e legare i propri servizi a communities di turisti, le «app» per fornire servizi in mobilità. Il turismo, infatti, è uno dei settori più importanti del nostro Paese e se considerato in un contesto di crisi come quello che stiamo vivendo assume una rilevanza maggiore per il rilancio economico della Penisola. Allo stesso modo il patrimonio culturale, ricchezza inestimabile del nostro Paese, che può essere ampiamente valorizzato attraverso le nuove tecnologie: multimedialità, musei virtuali, realtà aumentata, web communities culturali e eCcommerce.
 

All’interno di smart culture & travel, la prima dimensione analizzata nel rapporto è quella relativa alla prenotazione, all’acquisto di biglietti e alle card che consentono l’accesso dei turisti a diverse strutture a loro dedicate. Tutto rigorosamente on line. Poi sono stati analizzati i canali social utilizzati dalle amministrazioni comunali per incentivare il turismo, indirizzandosi in modo particolare alla fascia più giovane della società. Si è poi passati a studiare i siti internet dei comuni capoluogo e in modo particolare le pagine dedicate al turismo e alla cultura della città. Un occhio di riguardo è andato, infine, alla digitalizzazione delle biblioteche comunali e soprattutto dei servizi bibliotecari.
 

La città di Venezia, come detto, non si colloca nel podio delle più smart attestandosi solo al 33esimo posto, nonostante l’importanza che il turismo riveste proprio per questa città. A livello nazionale, le prime posizioni in classifica sono state occupate da città metropolitane, analogamente a molte aree tematiche dello Smart City Index: Roma, Bologna, Torino e Firenze sono le prime quattro.
 

Roma è la città più «smart» nel Turismo e nella Cultura, grazie ad un sistema di portali tematici che permette di informarsi e prenotare alberghi e monumenti, un sistema bibliotecario all’avanguardia sotto il profilo tecnologico e dei servizi all’utenza via web e «app».

Le medie città d’arte e di turismo seguono in classifica: Rimini, Ferrara, Ravenna, Bolzano e Bergamo sono comunque nella «top 10».

Tra le città piccole (< 80.000 abitanti) Siena è l’unica tra le prime dieci ed insieme a Urbino l’unica tra le prime 20.
 

Reggio Calabria è la prima città del Sud (al 11mo posto), e complessivamente sono solo sei le città meridionali in prima fascia (oltre a Reggio C., anche Lecce, Cagliari, Olbia, Catania, Napoli e Potenza).
 

Da notare come circa il 50% delle città che si posizionano negli ultimi venti posti in classifica nello Smart City Index 2013, compare in seconda fascia nello Smart Culture & Travel, a conferma che le città cercano in primo luogo di puntare su alcune «vocazioni» del loro territorio e che turismo e cultura sono spesso identificate come fattore di rilancio «smart» della città.

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