Un progetto sostenibile della provincia per valorizzare le vie d’acqua

Tra le tante attività di valorizzazione del territorio e dei suoi corsi d'acqua previste nel Pria r, anche l'attracco sul Canale Santa Maria vicino al nuovo Museo di Altino

L’acqua è uno degli elementi distintivi della Regione Veneto: il suo territorio è infatti ricchissimo di questa importante risorsa. Tutelarla e valorizzarla diventa allora fondamentale anche perché questa è una risorsa che sta preoccupatamente mostrando i propri limiti. Con l’obiettivo di valorizzare l’ambiente e le sue risorse idriche, la Regione ha approvato il Pria r, Piano regionale integrato d’area rurale. Il Piano regionale è suddiviso in aree, tra cui quella del Basso Piave che comprende anche la provincia veneziana.
 

Cosa prevede il Piano per questa area? Intende valorizzare e tutelare i corsi d’acqua di questa zona, come il Sile e il Piave, incentivando il turismo didattico ambientale e fluviale tipico dei corsi d’acqua. Come è ben spiegato nel sito del comune di San Donà di Piave, uno dei comuni della provincia veneziana interessati dal progetto: “l’opportunità principale individuata per il Pia Basso Piave è la seguente: crescente interesse per il turismo lento, per il turismo fluviale, per il turismo didattico ambientale e forte richiamo dato dalla presenza dei fiumi (Sile, Piave, ecc.) e dei numerosi itinerari ciclo pedonali. Consolidare la fruizione dei corsi d’acqua e degli itinerari esistenti, integrando l’offerta con nuovi aspetti motivazionali, nuovi servizi e nuove attività. Utilizzando le acque fluviali come eccellenza dei collegamenti, il progetto mira a mettere a sistema tutte le risorse a queste legate: gli elementi storico architettonici, i manufatti e soprattutto la cultura e le tradizioni presenti e legate principalmente ai fiumi diventano il polo di attrazione che motiva e supporta l’uso del fiume e dei corsi d’acqua come percorso turistico (e via di comunicazione alternativa)”.
 

L’attracco sul Canale Santa Maria vicino al nuovo Museo di Altino fa parte di questo progetto. Per l’intero progetto, dall’area del Piave al Sile, è previsto un investimento di 2 milioni, finanziati da fondi europei e dalla Regione del Veneto. La presidente della Provincia di Venezia Francesca Zaccariotto, con il supporto dell’assessore provinciale al turismo Giorgia Andreuzza, ha da tempo promosso alcuni incontri con gli operatori del settore turistico per portare a termine un progetto che prevede la valorizzazione dell’area dal Piave al Sile.

Da questi incontri è emerso che Altino potrebbe avere un ruolo strategico, visto che si tratta di un’area archeologica di assoluto interesse storico, rinomata a livello internazionale, e a stretto contatto con la laguna dove è possibile ripercorrere antichi itinerari via acqua. Proprio per questo si prevede l’apertura nell’Altino di un nuovo Museo che andrebbe ad ospitare più di 40 mila reperti storici.
 

«La Provincia, ha affermato la presidente Zaccariotto, continuerà a coordinare tutte le iniziative di promozione e di formazione perché venga valorizzata al massimo questa nuova esperienza di collegamento fra l’antica Altino con Venezia, rivitalizzando antichi percorsi. Da quasi cinque anni questa amministrazione provinciale ha portato avanti importanti e innovativi progetti turistici, riguardanti non solo i già consolidati, seppur consistenti, turismi balneari e delle città d’arte, ma con nuove formule come lo “slow tourism”. Si tratta di una riscoperta e valorizzazione del nostro territorio verde, costituito da magnifici corsi d’acqua, percorribili in modo sostenibile e a zero impatto ambientale. Una formula che arriva dal nord Europa, e che già sta riscuotendo successo, e può portare grandi benefici all’economia locale, con la riscoperta degli agriturismi e dei prodotti locali. Un’offerta interessante soprattutto in vista dell’Expo 2015, che vede Venezia capofila con il tema dell’acqua».

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