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Venezia è 41esima per “smartness”, su 116 città italiane

È quanto emerge dal report 2013 'Smart City index' di Between. Il capoluogo veneto non si posiziona male. Ma cosa significa essere una città 'intelligente'?

@ISA Internationales Stadtbauatelier

Le città italiane, rispetto a quelle europee e al resto del mondo, sono in ritardo, verissimo, ma anche nel Bel Paese sembra si comincino a registrare buoni risultati di innovazione connessi al paradigma delle Smart Cities. E Venezia, nel ranking nazionale delle 116 studiate da Between, in materia di servizi digitali e sviluppo sostenibile, è al 41° posto. C’è da sottolineare che, come si legge nel rapporto, “il ranking dello Smart City Index è una classifica relativa pensata per misurare non il livello assoluto di innovazione Smart, ma la distanza tra la città migliore (nello studio Bologna) e le altre.

Ma quando una città è smart? Quando coloro che la vivono percepiscono la visione di come sarà in futuro avvertendo che chi ha avviato il percorso verso quella visione è in grado di cambiare le cose. In buona sostanza in una città che sta diventando smart l’innovazione è così tangibile e diffusa da sentire la differenza tra il ‘prima’ e il ‘dopo’.

A non rendere le cose semplicissime la scarsità di risorse e l’assenza di pragmatici modelli a cui far riferimento. Come si legge nel Rapporto: “lo Smart City Index vuole essere un contributo allo sviluppo delle Smart Cities in Italia, che sta avvenendo in modo lento e disomogeneo. Tutti i soggetti locali (sia i Comuni, sia gli altri stakeholders locali coinvolti nei progetti di Smart City) stanno percorrendo le curve di apprendimento in modo indipendente e senza sfruttare le esperienze delle altre città. È necessario rispettare le diverse realtà, ma è importante anche non perdere tempo e risorse e costruire una comune curva di esperienza. Diviene quindi importante identificare le best practice, al fine di ricavare i modelli percorribili, più adatti ad ogni tipologia di città e di situazione locale. Ma senza una metrica condivisa, la rilevazione delle best practice è arbitraria, e dunque difficile. È per questo motivo che è nato lo Smart City Index”.

Città intelligenti dunque? Pare proprio di sì, secondo la società Between che da ormai dieci anni effettua la misurazione della ‘smartitudine’ italiana e stando all’ultimo rapporto, il Bel Paese sta percorrendo a una buona velocità la strada verso "smart cities", ognuna con i suoi tempi e con i propri strumenti.

Il progetto ha classificato 116 Capoluoghi italiani ‘primari’ (individuati dall’ISTAT), analizzati in materia di servizi digitali e sviluppo sostenibile, utilizzando oltre 150 indicatori e 9 aree tematiche: Venezia raggiunge un punteggio di 65,3.

Si piazza nella prima fascia (posizioni da 1 a 39 ranking) per “Smart mobility” (nel trasporto pubblico e privato), “Mobilità alternativa” (auto elettriche, car sharing e car pooling, piste ciclabili) ),  e “Smart government” (pagamenti elettronici, open data e servizi online). Slitta in seconda (posizioni da 40 a 78 del ranking) per ben quattro settori: “Broadband” (reti wi-fi, fibra ottica e servizi Mobile), “Smart education” (scuola digitale e servizi multimediali), ed “Efficienza energetica” (smart building e smart lighting) e “Risorse naturali”. Ma per quel che riguarda “Smarth health” ( sanità elettronica, multimediale e servizi web) ed“Energie rinnovabili” (fotovoltaico, idroelettrico ed eolico) scade in terza fascia (posizioni da 79 a 116 del ranking).

Il rapporto di Between mette poi in correlazione lo Smart City Index con la classifica dell’indice di Qualità della Vita stilata ogni anno dal Sole24ore e Venezia rientra nel quadrante Città del “Smart” e vivibili, ossia quelle città che si posizionano nella top list di entrambe le classifiche. Come a dire:  “ dobbiamo fare meglio, ma la condizione sfavorevole di partenza la si combatte con intelligenza ”

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