Veneziaunited: "Tanto tuonò che piovve..."

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Riceviamo e pubblichiamo.


"Tanto tuonò che piovve.

C'era da aspettarselo, anche se era l'ultima cosa che volevamo sentire e vedere. E ora si prospetta il rischio concreto dell'ennesima baraonda societaria.

Abbiamo un Russo proprietario (o meglio, padre-padrone) di una squadra di calcio, anzi della nostra squadra, che è desparecido da mesi, che non si fa più vivo neppure con i dirigenti delegati localmente a gestire la situazione, si disinteressa totalmente delle sorti della propria creatura al punto da non rispettare le scadenze economiche e fiscali col rischio concreto (anzi la certezza) di subire penalizzazioni in classifica e la nostra consapevolezza di essere a un passo dal baratro. C'è il vicepresidente Carlo Trevisan che si dimette in aperta polemica per come sono gestite le questioni societarie, in primis la tanto sbandierata volontà di costruzione del nuovo stadio.

A dispetto di quanti - il nuovo allenatore Serena, tutti i calciatori, la dirigenza - ci stanno dando dentro per far quadrare sia i conti che il cerchio facendo le nozze coi fichi secchi e riuscendo pure a ottenere qualche risultato interessante dal punto di vista sportivo. Complimenti a tutti loro, stoici. Noi li sosterremo fino alla fine.

E la tifoseria? Sconcertata, sempre più disamorata, distante anche per l'approccio oligarchico che ha sempre ostentato questa presidenza, insensibile alle sollecitazioni dei supporter, assai poco disponibile al confronto sul tema della partecipazione e della condivisione di ideali.

Ma ora anche noi sempre più sparuti sostenitori che ci ostiniamo a popolare i gradoni del Penzo ci stiamo rendendo conto che la situazione è grave, gravissima, anche perché si sta insinuando il morbo più pericoloso, l'indifferenza. Lo dicono i numeri e le presenze, sempre più risicate.

Ma non può esserci indifferenza per una realtà importante e secolare come il club calcistico che tanto ha dato a Venezia e Mestre, che ci ha fatto gioire, sognare, disperare, esaltare (il gol di D'Apollonia al Monza il 16 giugno 2013 è solo la più recente chicca). Non può essere. Non deve essere.

Ed è per questo che Venezia United, che da cinque anni si sta prodigando per diffondere l'idea di una partecipazione attiva dei tifosi alla gestione societaria, sul modello ormai vincente che da molti in Italia e ancor più in Europa è perseguito e praticato, vuole indire un momento di confronto costruttivo fra tutte le componenti della tifoseria arancioneroverde per cercare di capire come affrontare questa ennesima emergenza che mette a repentaglio l'esistenza stessa del club che amiamo, quel club che, con il suo nome, i suoi colori, la sua storia, rappresenta tutta la nostra città nel calcio professionistico .

Un appuntamento che vorremmo aperto, dialogante, costruttivo per gettare le basi di una condivisione di responsabilità che ormai è acclarato non possono più essere lasciate nelle mani del "magnate" di turno; anche perché i fatti sono lì a dimostrarlo: i magnati non ci sono più e quando gli interessi non sono improntati ad un progetto sportivo, anche se economicamente remunerativo, vanno a perdersi e a morire nell'indeterminatezza dei fini.

VeneziaUnited, il Supporters Trust del FBC Unione Venezia"

Torna su
VeneziaToday è in caricamento