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Siena stai attenta, nella storia della Reyer certe imprese sono ancora vive

Esattamente 25 anni fa Drazen Dalipagic segnò con la squadra veneziana 70 punti contro la Virtus Bologna. Alberto Causin: "Non me lo scorderò mai, domenica sarebbe un'impresa simile"

Nella settimana che porta alla supersfida di domenica tra Umana Reyer e Montepaschi Siena c’è una data, quella odierna, che ha un significato particolare per tutti i tifosi orogranata. Esattamente 25 anni fa, il 25 gennaio 1987, si scrisse una delle pagine più leggendarie della storia reyerina: fu il giorno in cui Drazen Dalipagic realizzò 70 punti personali nella partita vinta dagli orogranata contro la Virtus Bologna.  Una grande impresa che resta indelebile nella memoria di chi c’era, come una grande impresa servirà all’Umana Reyer domenica per tener testa alla corazzata senese. Un big match per il quale la prevendita sta marciando a ritmi incredibili e per il quale sono già stati staccati più di 3000 biglietti.

Chi ripensando al parallelismo tra la sfida di domenica e l’impresa di 25 anni fa ha riaperto il libro dei ricordi è Alberto Causin, da sempre tifoso reyerino oltre che atleta orogranata. “Ho rivisto un’infinità di volte in tv quell’impresa di Dalipagic tanto che ho consumato il filmato. Nell’ambiente si diceva che, dopo i primi 20 minuti in cui Dalipagic ne aveva già messi quaranta, Sandro Gamba, allora allenatore della Virtus, disse ai suoi di difendere bene sugli altri perché nella seconda parte Dalipagic sarebbe calato. E invece continuò imperterrito a bucare la retina realizzando un record che secondo ma vale doppio o triplo per il fatto di essere stato realizzato contro una super squadra quale era la Virtus”.

Rivedendo quell’impresa leggendaria cos’è cambiato dal basket di allora a quello di oggi? “Adesso c’è molto atletismo, molta fisicità e molta intensità. E’ praticamente impossibile fare quei tipi di bottini anche perché ogni squadra punta più sul complesso che su una o due individualità di grande spicco. Oggi c’è anche una gestione dei minutaggi diversa perché il fisico è costantemente sotto sforzo. Questo non vuol dire che un basket sia meglio dell’altro, ma, come in tutte le cose, c’è stata un’evoluzione”.

Il segreto di Dalipagic erano anche i mille tiri di allenamento che faceva ogni giorno… “Anche oggi vedo molti atleti che hanno il piacere di fermarsi in palestra a tirare dopo l’allenamento. Certo che mille tiri sono davvero tanti. Ma chi è ambizioso deve focalizzare i suoi limiti e provare a migliorare sempre. Questo è quello che mi sentirei di dire ai ragazzini che oggi giocano a basket. Arrivare a una partita non è come accendere un interruttore, ma è il frutto di quello che si fa durante la settimana. Il campo è una palestra di vita e dove si può migliorare anche come persona, imparando ad accettare vittorie e sconfitte, ad  accettarsi e ad accettare pregi e difetti degli altri”.

Domenica servirebbe un’impresa memorabile come quella di 25 anni fa per avere la meglio sulla Montepaschi? “E’ un bel paragone, a prescindere dalle prestazioni personali, sarebbe un’impresa se riuscissimo a battere Siena. E’ la squadra che in Italia da 5 anni vince sempre dimostrando una costanza straordinaria e anche in Europa sta facendo benissimo. Sarà sicuramente una sfida bella da vivere in campo e sulle tribune. Noi dobbiamo arrivarci con la giusta umiltà e dobbiamo far valere la nostra determinazione e la voglia di continuare a stupire”.


In pochissimi anni l’Umana Reyer è cresciuta in fretta passando dalla terza categoria nazionale ad affrontare i campionissimi di Siena. Sembra quasi un sogno? “Questa crescita la tengo sempre bene a mente – chiude Causin che ha fatto parte dell’escalation degli ultimi anni – personalmente è una grandissima gratificazione far parte di questo progetto. Il progetto voluto dal presidente Brugnaro è cresciuto e sta crescendo sempre. Chi ha seguito questo percorso, che ci ha portato dai posti più remoti della serie B ad affrontare Siena sa cosa significa. Dobbiamo tenerci stretto questo progetto che è un patrimonio della città e un presidente come Brugnaro grazie al quale tutto questo è possibile. Essere tutti uniti è bellissimo, bisogna continuare così”.

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