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L'ex patron del Venezia Gallo denuncia quello del Genoa Preziosi per truffa

Il presidente della squadra ligure è stato indagato dalla procura di Genova. Il motivo del contendere un assegno di 450mila euro per entrare nella società genovese che Preziosi non avrebbe restituito

Il presidente del Genoa Enrico Preziosi è stato indagato di truffa dalla procura di Genova (pm Stefano Puppo) in seguito a una denuncia-esposto depositata dall'ex patron del Venezia Luigi Gallo.

Quest'ultimo, processato e recentemente assolto per appropriazione indebita di un assegno emesso da Preziosi nel 2005 del valore di 450mila euro, l'8 gennaio del 2010 aveva denunciato a sua volta Enrico Preziosi per truffa, sostenendo che l'assegno che aveva messo all'incasso gli era stato dato a garanzia di una pari cifra in contanti consegnata al presidente del Genoa per entrare nella società come dirigente e rilevarne parte delle quote azionarie.

Gallo non entrò mai nel Genoa ma sostiene di non avere mai ricevuto indietro il suo denaro. Il pm Puppo, non avendo trovato riscontri delle parole di Gallo, ha chiesto al gip l'archiviazione. L'avvocato di Gallo, Ottaviano Carella, del foro di Genova, si è opposto. Ieri mattina, di fronte al gip Massimo Cusatti, si è tenuta l'udienza di discussione sull'opposizione, poi rinviata al 14 febbraio prossimo.

Resta negli annali il controllo dell'ex dirigente del Venezia Giuseppe Pagliara, fermato con una valigetta al cui interno gli inquirenti trovarono 250mila euro che sarebbero stati pagati per la vittoria della partita (finita 3 a 2) tra Genoa e Venezia nell'ultima giornata di campionato dell'11 giugno 2005.

"Fu Preziosi a propormi di entrare nella società - scrive Gallo - Gli diedi la disponibilità di 450mila euro in contanti. In cambio, a garanzia, emise un assegno". Gallo comprò però il Venezia. "Preziosi mi rassicurò varie volte sulla restituzione del denaro, ma non lo fece mai - ha scritto Luigi Gallo - Questo mi causò un tracollo economico. Per questo ho messo all'incasso l'assegno". In realtà l'assegno non fu mai incassato perchè il conto corrente nel frattempo era stato estinto. Secondo Preziosi quell'assegno sarebbe stato dato a garanzia per l'acquisto di un giocatore, Ruben Maldonado, operazione che anche in questo caso non avvenne mai.
 

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