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Ginnastica artistica: a Napoli la final six del campionato di serie A. La Spes rimane fuori dalla finale per un soffio

Con la nuova formula cadono le favorite al titolo 2020. Vince Macerata dell’ex Castellaro SPES MESTRE: Centazzo, in semifinale, mette in campo la squadra in modo da tenersi gli esercizi pregiati per poi vincere la finale

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

“NAPOLI: Finisce in semifinale il sogno delle Spes Mestre. In una giornata in cui sono cadute tutte le favorite per lo scudetto, la Spes Mestre si morde le mani per non aver avuto quel pezzettino di fortuna in più che non guastava. Alla vigilia lo sapevamo, l’assenza dello spagnolo Plata, costringeva il tecnico Centazzo a scegliere bene i ginnasti ad ogni attrezzo cercando di centellinare i due ginnasti di punta Patron e Mozzato sfruttando la presenza di Iusuf Dirie e Targhetta per limitare i danni.

La nuova formula prevede che ad ogni attrezzo salgano 2 ginnasti per squadra ciascuno in uno scontro diretto con il ginnasta dell’altra squadra. Al vincitore di ciascun scontro diretto vanno 3 punti, al perdente ne vanno 2. Gli esercizi sono stati valutati ed a tutti è stato attribuito il punteggio classico. Ciascun ginnasta può eseguire 7 esercizi nell’arco delle due gare. Facile gestirli se una squadra possiede almeno tre ginnasti di punta, difficile se ne ha due, perché se entrambi vengono utilizzati nella semifinale salendo a quasi tutti gli attrezzi, poi in finale gli stessi devono essere utilizzati con il contagocce.

Centazzo voleva vincere la sua seconda finale dopo quella del 2017 ed aveva studiato bene la formazione anche se in semifinale davanti aveva Ancona… che su quasi tutti gli attrezzi si è giocata i suoi due uomini di punta. Entrambe le formazioni hanno vinto un egual numero di scontri diretti, ma qualche errore gratuito di Patron e Mozzato e l’inesperienza di Iusuf Dirie e Targhetta han fatto si che la Spes totalizzasse un punteggio più basso rispetto ad Ancona.

Oltre alla Spes, altra vittima illustre è stata la vincitrice della scorsa edizione Salerno che ha dovuto cedere alla sorpresa Macerata dell’ex Spessino Filippo Castellaro. L’altra finalista è risultata la Propatria Bustese del campione Italiano Ludovico Edalli. Alla fine ha vinto Macerata dell’ex Filippo Castellaro migrato nelle Marche dopo essere cresciuto alla Spes. Al secondo posto la Pro patria Bustese, al terzo Ancona. Nella finalina la Spes è sesta.

La delusione della semifinale persa ha inciso non poco. Il presidente Stefano Corrà: “E’ stata una gara avvincente. La formula ha tenuto tutti con il fiato sospeso dall’inizio alla fine. Il tecnico ha studiato i turni di salita in modo da avere per la finale i pezzi pregiati per tentare di vincerla. Da vero campione. Sarebbe stato più semplice presentare a più attrezzi Mozzato e Patron, i nostri punti di forza. Avremmo vinto ma in finale non avremmo avuto speranze di vincere. La formula è studiata in modo tale che vince chi riesce a gestire al meglio i propri ginnasti nell’arco delle due giornate. A noi però ne mancava uno, lo spagnolo Plata, anche se Iusuf Dirie e Targhetta hanno fatto il loro dovere.

Il tecnico Gianmatteo Centazzo: “Sono molto amareggiato. Arrivare a pari punti e rimanere fuori dalla finale mi rode parecchio. Ancona ha fatto gareggiare su quasi tutti gli attrezzi i due atleti migliori. Io ho cercato di rischiare risparmiando un po' Mozzato e Patron. Stefano ha commesso un errore agli anelli perché per un attimo, durante l’esercizio, gli si è spenta la luce. Niccolò invece ha sbagliato alla sbarra. Bastava uno dei due punti per raggiungere il traguardo. Mi dispiace. L’obiettivo era alla nostra portata. Questo tipo di formula non perdona e non puoi permetterti di vincere con solo due ginnasti di alto livello. Iusuf e Targhetta hanno dato il massimo e non potevamo aspettarci di più da loro. Sono molto giovani ed hanno tempo per crescere.”

Roberto Pomiato

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