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Il Giro arriva a Bibione sotto il sole, André Greipel primo al traguardo

Giovedì pioggia per buona parte del percorso, ma alla volata finale l'asfalto è asciutto. Tanta gente, decorazioni e musica per la festa rosa lungo le strade della provincia

Il primo è André Greipel, per la terza volta in questo 99° Giro d'Italia. Taglia il traguardo in volata davanti a Ewan, Nizzolo e al trevigiano Sasha Modolo. Si conclude così, dopo 182 chilometri di percorso tra le strade del Veneziano, la dodicesima tappa del Giro. E alla fine, dopo una giornata di pioggia, spunta anche un timido sole. Il plotone di ciclisti è salito in sella nella splendida cornice medievale di piazza Castello a Noale alle 13, in direzione Bibione. Gli atleti, seguiti dalle proprie ammiraglie, hanno transitato come l'anno scorso davanti a Villa Farsetti per poi lasciare la Miranese e dirigersi verso la Riviera del Brenta. Dopo un breve passaggio nella provincia di Treviso (a Mogliano), la corsa rosa è tornata nel Veneziano, fino al traguardo "costiero".

Lungo il percorso, nonostante la pioggia, è una festa tutta tinta di rosa. Fin dalla prima mattina curiosi e appassionati, ombrelli alla mano, si sono radunati davanti alla Rocca dei Tempesta e sulle strade attraversate dai ciclisti, mentre negozi e abitazioni sono addobbati a tema. La tappa, di 182 chilometri, è completamente pianeggiante, quasi interamente su strade larghe e rettilinee e destinata alle ruote veloci del gruppo. Nella prima parte si segue la Riviera del Brenta per poi entrare nel Trevigiano: gli attraversamenti urbani sono caratterizzati da rotatorie, cordoli, spartitraffico e dossi, in particolare a Mestre, Treviso e Portogruaro. Giunti a Bibione si affronta un circuito di 8 chilometri da ripetere due volte, con 14 curve e lunghi tratti rettilinei su strade prevalentemente ampie e ben pavimentate. Rettilineo finale di 300 metri in asfalto di larghezza 7.5 metri.

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Il vincitore di tappa, André Greipel: “Sono sempre partito da outsider, non male per un outsider vincere venti tappe nei Gran Tour. Sono orgoglioso di questo risultato, ottenuto anche grazie al lavoro della mia squadra. L'esperienza paga. Caleb Ewan aveva scelto il lato sbagliato ed ha provato a superarmi. Sapevo che il vento arrivava da sinistra e non avrei lasciato nessuno superarmi da destra. Il momento di Caleb arriverà. Capisco che i tifosi non siano contenti della decisione di abbandonare la corsa ma ho molto rispetto per il Giro e spero che un giorno potrò ancora tornare a lottare per la Maglia Rossa".

La Maglia Rosa, Bob Jungels: “Non ho mai affrontato le salite più dure del Giro in carriera, per me sarà una novità correre domani e nei prossimi giorni. Sono pronto a lottare per la Maglia, so di essere in buona forma. Forse sono i favoriti a dover dire se mi vedono come uno sfidante per la Classifica Generale, per me è la prima volta in cui mi trovo in questa situazione. Non mi aspettavo di indossare la Maglia Rosa. Averla ancora alla dodicesima tappa, prima delle grandi montagne, è una grande soddisfazione”.

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