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Rajabi Alireza, dalla comunità di Forte Rossarol alla prima squadra del Venezia Calcio a 5

Rajabi Alireza, dalla comunità di Forte Rossarol alla prima squadra del Venezia Calcio a 5

Il pallone unisce, Venezia Calcio a 5 premiato per le sue attività sociali

Lunedì i dirigenti arancioneroverdi hanno ricevuto un riconoscimento nell'ambito della campagna TIM Together per il loro impegno con i giovani immigrati di Forte Rossarol

TIM e Lega Nazionale Dilettanti hanno inaugurato TIM Together, il progetto che in Veneto ha l’obiettivo di dare ampia visibilità all’iniziative di responsabilità sociale realizzate dalle società di calcio, nelle quali trovino particolare rilevanza esempi di buona gestione e di stretto legame con il territorio in termini di solidarietà e di partecipazione. Nella sede del Comitato Regionale FIGC-LND di Marghera, si è svolta lunedì la prima cerimonia di premiazione, rivolta alla provincia di Venezia.

Il riconoscimento è andato al Venezia Calcio a 5 che ha favorito l’integrazione agevolando i giovani ospiti stranieri della comunità minori di Forte Rossarol a Tessera nell’apprendimento della lingua italiana attraverso il calcio a 5. I dirigenti del club arancioneroverde hanno ricevuto una targa e hanno potuto consegnare un pallone brandizzato TIM Together a tutti i bambini del settore giovanile, con la collaborazione di Mattia Collauto, vecchia gloria del calcio lagunare.

"Il calcio ha la facoltà di permettere l’integrazione, celebriamo oggi un nuovo modello di società in una città che ha fatto dell’accoglienza una sua ragione di esistenza", ha commentato l'assessore allo Sport Andrea Ferrazzi. Entrando nello specifico dell’iniziativa targata Venezia Calcio a 5, il presidente del Comitato della LND Giuseppe Ruzza ha posto comunque l’accento sulla sensibilità dell’intero calcio veneto verso l’accoglienza e l’integrazione: “Sono orgoglioso che TIM Together prenda forma nella nostra regione, perché l’accoglienza e l’integrazione sono valori che appartengono al Dna del nostro calcio”.

È toccato poi alla Facilitatrice linguistica Sandra Brescancin tracciare le linee più rilevanti del progetto rivolto ai giovani afgani accolti nel centro di Tessera. Ciò che è valso più di ogni parola però è stato il sorriso del 18enne Rajabi Alireza (Alì), profugo afghano che dopo tante vicissitudini è approdato al centro Don Milani e, notato per la sua bravura in campo, è stato tesserato proprio dal Venezia Calcio a 5, che lo ha inserito nella rosa della prima squadra ed è stato convocato per la prima volta sabato 23 febbraio. “Ringrazio tutti per l’opportunità che mi è stata offerta, in particolare il mio allenatore e tutti i compagni”, queste le parole commosse del giocatore arancioneroverde.

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