Mirano, Giulia Scattolin è il primo tassello della squadra femminile

Conferma per il capitano della formazione che giocherà in C Femminile: «Non vogliamo nasconderci»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Esperienza, senso di leadership e una grande passione per la maglia biancoazzurra. La Pallacanestro Mirano riparte da una delle sue certezze per la prossima stagione femminile: il capitano Giulia Scattolin. Ala forte, classe 1989, Scattolin è uno dei punti fermi del roster miranese da diverse stagioni. Anzi: la sua carriera da senior è legata a doppio filo a quella del club del presidente Federico Polo: «Ho sempre giocato con questa canotta in tutti i miei anni da senior – racconta Scattolin – Ho fatto le giovanili a Santa Maria di Sala, e poi è arrivata la chiamata di Mirano con cui è nata una storia davvero magnifica. Credo di aver perso il conto delle stagioni in cui sono qui, e mi trovo davvero molto bene».

Capitano e leader del gruppo biancoazzurro, Giulia è un punto di riferimento importante anche per le tante giovani che si affacciano ai campionati senior. All’orizzonte c’è una stagione con ancora diverse incognite, ma anche con tanta voglia di ricominciare: «Non vedo l’ora di tornare in palestra, dopo la scorsa stagione interrotta in quel modo improvviso. Spero davvero di riuscire a dare il mio contributo, e soprattutto aiutare le ragazze più giovani con qualche consiglio. Insomma voglio mettermi a disposizione della società e della squadra». Ma non senza dimenticare le giuste ambizioni: «A Mirano ho vissuto annate meravigliose, come quella della promozione in serie B – continua Scattolin – Quest’anno non sarà facile ripartire dopo la pausa, ma dovremo prima di tutto puntare sulla forza del gruppo che ha sempre contraddistinto questa squadra. Poi vedremo cosa succederà in campionato: non vogliamo certo nasconderci, sappiamo di voler puntare a un campionato da protagoniste, provando anche ad arrivare in fondo. Poi ovviamente l’ultima parola spetterà al campo».

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