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Brugnaro contro i cori anti Treviso "Sono pronto a farmi da parte"

Quel "chi non salta" contro Varese lo ha fatto infuriare: "Superare i campanili e costruire la città metropolitana". Appoggio della politica

Continua il braccio di ferro tra il presidente dell'Umana Reyer Luigi Brugnaro e i tifosi orogranata che durante l'ultima partita di campionato hanno intonato un coro contro i trevigiani. Quel "chi non salta" che ha messo nel mirino le ultime dichiarazioni del patron sulla necessità di un tifo "aggregativo" (lui che anche a livello politico ed economico è un grande sostenitore della città metropolitana). "Quel coro - dichiara Brugnaro in una nota - è espressione di un modo di sostenere la Reyer che non mi trova d’accordo. A scanso di equivoci, se essere tifoso di questa società significa questo, non sono più disposto sin da subito a impegnare la mia persona e le mie risorse in questo progetto. La Reyer è storicamente simbolo di aggregazione e non di divisione e contrapposizione".

Così il presidente mette sul piatto direttamente la propria persona e il proprio ruolo nella società. "Volete la Reyer ad alti livelli? - sembra intendere - Allora fate un salto di qualità anche nel tifo". Brugnaro quindi spiega le ragioni della sua dura presa di posizione.: "E' possibile tifare a favore, evitando provocazioni, offese e discriminazioni? Continuare a ragionare in termini campanilistici, con il pretesto della goliardia, vuol dire avere lo sguardo corto, mentre questa fase storica, con i relativi risvolti socioeconomici, impone di mettere assieme le forze e procedere compatti - spiega - La sfida imprescindibile che abbiamo davanti è costruire, tutti assieme, una grande Venezia metropolitana, capace di competere nei migliori palcoscenici internazionali".

Anche nello sport, s'intende: "Il tifo è una componente fondamentale di un’identità e di un senso di appartenenza che per essere esaltate non necessitano dell’attacco gratuito nei confronti di altri di diversa provenienza - continua Brugnaro - tanto più se furbescamente mascherato e giustificato come uno scherzo". Al termine della nota la richiesta di "mobilitazione" a chi condivide questo modo di vedere il tifo e lo sport: "Chiedo di far sentire forte la propria voce ed esprimere il bisogno di questo cambiamento - dichiara - Diversamente, non esiterò a prenderne atto, con le conseguenze del caso e non accetterò nessuna dietrologia rispetto alla decisione di farmi da parte".

Una "chiamata" cui risponde subito forte e chiaro l'assessore comunale allo Sport Roberto Panciera: "Non mi sorprende, anche se mi amareggia, lo sfogo del presidente Brugnaro di fronte alla perdurante posizione di chi, tra i tifosi, continua a sostenere un inutile e dannoso campanilismo che, nel mondo globale di oggi, rischia di essere sempre più anacronistico - commenta - Mi auguro quanto prima che ci possa essere il superamento di questa incomprensione".

"Questa situazione dimostra, una volta di più, che nella nostra città si gira ancora col paraocchi e che si fa ancora tanta fatica a pensare in grande, oltre gli steccati - gli fa eco il capogruppo Udc in Comune Simone Venturini - La Reyer non è più solo una squadra di Venezia, la Reyer è la squadra di chiunque creda nel sogno oro granata, un sogno che negli ultimi anni ha appassionato migliaia di persone. La sfida in cui dobbiamo accompagnare e sostenere la Reyer non è solo sportiva, ma è anche e soprattutto una difficile sfida culturale, la stessa sfida - conclude - che deve vincere la nostra città. Fino alla fine Reyer Venezia".

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