Anche la Serie B protesta

Iniziativa «per difendere le società calcistiche, che senza provvedimenti governativi rischiano di chiudere». Negli stadi saranno esposti striscioni

Anche il mondo del calcio, e in particolare la Serie B, ha deciso di attuare una forma di protesta contro il Dpcm del 24 ottobre per «difendere le proprie società, che senza provvedimenti governativi rischiano di chiudere». In tutti i campi della sesta giornata della Serie BKT, il 31 ottobre, i dipendenti dei club esporranno nelle gradinate degli stadi, in concomitanza con l’inizio delle gare, uno striscione con scritto "Non lasciate morire il calcio degli italiani".

«Pensiamo alla tutela di quei dipendenti, fornitori, collaboratori, gestori di servizi, che vivono e sopravvivono con le loro famiglie, proprio grazie al calcio», scrive la società Venezia FC in una nota. «I nostri club - spiega il presidente della Lega B, Mauro Balata - si mobilitano per difendere le donne e gli uomini dell’universo della B. Un appello alla sensibilità delle istituzioni affinché possano essere adottati strumenti opportuni e necessari per evitare che la crisi cancelli il calcio degli italiani».

Secondo la Lega, da parte del governo «è mancata la predisposizione di norme atte a sostenere le società sportive, ed in particolare quelle della LNPB, in questo momento storico di grave emergenza sanitaria ma anche economica». Per questo «i club si ritrovano in seria difficoltà, con l’enorme rischio di dover interrompere per sempre la loro attività».

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