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L'Umana Reyer "sfida" gli statistici, Fantoni già in campo con Casale?

L'atleta continua senza intoppi la sua riabilitazione dopo l'operazione per un'ernia al disco. Il direttore sportivo Casarin: "Non montiamoci la testa, l'importante è rimanere sempre se stessi"

A memoria d'uomo non si ricorda una Reyer così in alto in classifica in serie A nel girone di ritorno. Vedere l'Umana Reyer al secondo posto in graduatoria, per giunta con una partita da recuperare e il turno di riposo già osservato, è qualcosa che sta facendo stropicciare gli occhi a tutti gli appassionati. Gli amanti delle statistiche sono al lavoro ma di precedenti analoghi, nella lunga storia orogranata, non se ne trovano. Probabilmente bisognerebbe risalire agli anni '40, gli anni degli scudetti. Raro è anche il fatto che a rivestire tale posizione di classifica sia una neopromossa.

Le buone notizie in casa Reyer arrivano anche dall'infermeria. Oggi Tommaso Fantoni è stato visitato dal medico che l'ha operato, il dottor Luca Corò del centro Eu.ni. di Treviso, il quale ha constatato il buon esito dell'operazione confermando la tabella prevista per il recupero. "La riabilitazione è già iniziata - dichiara il medico sociale Stefano Varponi - Il lavoro seguirà le tappe previste e, volendo ipotizzare una tempistica per il pieno recupero, ci auguriamo che possa tornare in campo tra tre settimane".

Il direttore sportivo Federico Casarin comunque tiene tutti con i piedi per terra: "Siamo vicinissimi alla matematica certezza della salvezza - il suo commento, non mancando di ricordare il principale obiettivo stagionale - è l'ultimo tassello che ci manca. Chiaro che con quest'ultima giornata abbiamo fatto un notevole passo in avanti. Quello che dovremo fare adesso sarà cogliere l'attimo e provare a sfruttare ogni occasione. Stiamo peró sempre con i piedi per terra perché l'imprevisto e la difficoltà possono essere dietro l'angolo, come pure i momenti di flessione. Dobbiamo continuare con questa fame e con la voglia di ottenere ancora risultati per la società e per la città. La cosa che mi piace sottolineare è che questa è una squadra vera, di persone che sanno sacrificare del proprio per il bene della squadra: un team che sa mettere sempre il gruppo davanti al singolo. Quando abbiamo costruito questa squadra avevamo pensato proprio a questo".


Casarin ripensa poi alla tanta strada fatta in poco tempo. Un percorso che, per citare solo le ultime tappe, ha portato la squadra in meno di due anni solari dal penultimo posto in Legadue, alla seconda piazza in serie A. "Non ci siamo depressi troppo allora e non ci esaltiamo adesso - dice Casarin - ci sono momenti in cui le cose girano in un verso e momenti in cui girano in un altro, l'importante è rimanere sempre se stessi. Indubbiamente quella situazione di emergenza ci é servita per crescere, come tutte le difficoltà insegnano a migliorarsi se affrontate nel modo corretto. Si deve imparare anche da quei momenti e in questo la società, in primis grazie alla tenacia e alla caparbietà del presidente, ha saputo imparare uscendone più forte di prima. Sicuramente capiteranno ancora i momenti difficili, ma l'esperienza aiuta. Come eravamo umili e convinti di noi stessi allora, altrettanto lo siamo ora".

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