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Reyer stecca contro Reggio Emilia Grissin Bon si riprende il primato

Amaro scontro al vertice al Taliercio. Gli ospiti si impongono per 68 a 59 al termine di un match dai due volti. Recalcati: "Risolvere i problemi"

Il primo sorpasso di Reggio Emilia è arrivato solo nell'ultimo quarto, ma le avvisaglie della sconfitta c'erano tutte già da troppi minuti. L'attacco che si blocca, un play maker che perde la bussola e quella palla che non entra più nel canestro se non grazie ai tiri liberi. Alla fine del secondo quarto al Taliercio tra la capolista Reyer e la Grissin Bon gli orogranata erano in vantaggio per 41 a 29.

Difesa intensa e palla che girava. Dopodiché il blackout. Finisce 68 a 59 per gli ospiti. Con una malinconica ultima frazione di gioco con soli 7 punti segnati dalla compagine di casa. La classifica così viene completamente ridisegnata: Venezia da stanotte non potrà fregiarsi del primato solitario in classifica.

Al Taliercio domenica si viveva l'atmosfera delle grandi occasioni. Una sfida al vertice che le giovani generazioni non avevano mai potuto vivere. Per questo sulle tribune l'energia era diversa, anche se quest'anno in fatto di emozioni ci si era abituati bene. E per i primi quindici minuti il piatto ancora una volta sembrava prelibato: la migliore pallacanestro d'Italia, con pressing e contropiede. Velocità e palla che gira. Non a caso la Reyer alla fine del primo quarto è avanti per 21 a 10 e alla sirena di metà partita conduce 41 a 29. Ma già le prime avvisaglie di ciò che sarebbe accaduto alla ripresa del gioco si intravedevano.

Perché è il terzo quarto quello che rimette in partita gli ospiti: che segnano da tre punti, da sotto, dalla lunetta. Intanto la Reyer si blocca: Stone in cabina di regia tradisce la pressione, con una sanguinosa palla persa tra le gambe sul +7 che lancia in contropiede Reggio Emilia. Diener castiga, e la partita si riapre ufficialmente. La consapevolezza da quel momento in poi è che si finirà punto a punto. E come spesso accade a decidere il match sono state le scelte. Scelte sbagliate quelle dei giocatori orogranata, giuste quelle reggiane. Così in attacco a un certo punto Recalcati toglie Stone, responsabile di alcune palle perse e di alcuni tiri a fil di sirena non costruiti di squadra. Ma è tutta la squadra che non gira, tant'è vero che nell'ultimo quarto il canestro di Reggio Emilia diventa minuscolo: sette punti, di cui cinque dalla linea della lunetta. Anche i tiri "buoni" escono, mentre dall'altra parte della barricata la mano inizia ad arrotondarsi. Tra il terzo e il quarto quarto la Reyer mette a referto un eloquente sei su trenta, con un uno su quindici nell'ultimo quarto che non può che essere la fotografia del match. Da domenica sera, quindi, gli orogranata non potranno più guardare tutti dall'alto in basso. Venendo raggiunti in vetta della classifica.

"La legge del basket è semplice - commenta coach Recalcati - per vincere bisogna fare canestro. Noi abbiamo smesso di farlo. Poi loro sono stati bravi, con Simils che con quel canestro da tre e quella stoppata che ha spaccato in due la partita. Abbiamo disputato un secondo tempo non pari al primo, ma non dobbiamo abbatterci - continua l'allenatore - I nostri problemi li conosciamo e dobbiamo lavorare per smussarli. Tutte le partite hanno degli alti e bassi, chi riesce a limitarli vince le partite".

Ciò che salta più all'occhio è l'incredibile differenza di rendimento tra il primo e secondo tempo: "E' un problema di testa, perché altrimenti avremmo sbagliato sempre - afferma Recalcati - Sotto pressione perdiamo lucidità e perdiamo i tempi giusti, invece dobbiamo essere capaci di controllare le situazioni per 40 minuti, accettando i propri limiti". Che questo roster non sia profondissimo ne è consapevole anche l'allenatore (anzi, soprattutto lui) e non ne fa mistero. Specie in cabina di regia: "Non puntiamo il dito solo contro Stone - ha però sottolineato - perché nel secondo tempo non ci ha capito niente nessuno. Abbiamo dei problemi e stiamo cercando di risolverli in casa. Io voglio equilibrio dai quintetti, e anche se lui magari non ha fatto punti oggi serve guardare anche le alternative che avevo a disposizione".

Insomma, l'ammissione che se Stone c'è con la testa e funziona tutto fila liscio, ma in caso contrario manca un'alternativa. Il punto di domanda è la continuità di questo giocatore. Di mercato in generale, comunque, ancora non si parla in casa Reyer, almeno ufficialmente. Quel "risolviamo i problemi in casa" sembrerebbe indicare proprio il contrario. "Non siamo una squadra da capolista - continua il coach -  dobbiamo riuscire a pensare tutti allo stesso modo ed evitare errori anche sotto stress. Se qualcuno pensava di essere in una squadra da capolista allora magari subirà il contraccolpo psicologico, ma non credo che tra i miei giocatori ce ne sia uno che abbia mai pensato questo". Sullo sfondo la panchina per Cameron Moore, su cui l'allenatore taglia corto: "E' stata una scelta tecnica. Ortner mi ha dato affidabilità e Ress doveva portare fuori i lunghi avversari. Inoltre Spencer Nelson deve iniziare a calcare il parquet anche in partita, oltre che in allenamento". Il giocatore, dunque, sembra essere sempre più ai margini.

Umana Reyer - Grissin Bon Reggio Emilia 59 - 68

Parziali: 21-10; 41-29; 52-47


Umana Reyer: Moore ne, Stone, Peric 14, Goss 12, Ruzzier, Ress 5, Romano ne, Ortner 10, Nelson, Viggiano 7, Ceron 2, Dulkys 9. All. Recalcati

Grissin Bon Reggio Emilia: Mussini 4, Polonara 2, Della Valle 10, Taylor 16, Pechacek ne, Pini, Lavrinovic 6, Cervi 2, Silins 8, Diener 13, Cinciarini 7. All. Menetti

COACH RECALCATI

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