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Festa promozione rovinata, porte chiuse per la prossima al Penzo. Ora il ricorso

Il giudice sportivo ha preso il provvedimento dopo aver analizzato i fatti del post partita. Il dg della squadra lagunare andrà a Roma per contestare i fatti incriminati

Domenica scorsa la matematica promozione in Lega Pro a Seren del Grappa, martedì pomeriggio la doccia fredda per la squadra e tutti i tifosi. Come riporta il Gazzettino, nella prossima partita al Penzo, quella dell'1 maggio contro il Giorgione, infatti, i tifosi del Venezia dovranno rimanere fuori dallo stadio. Partita a porte chiuse, per un provvedimento preso dal giudice sportivo a causa del comportamento indisciplinato dei supporter degli arancioneroverdi, che si sarebbero spinti un po' oltre nelle goliardie post-promozione.

Nello specifico, i fatti incriminati riguarderebbero i lanci di petardi sul terreno di gioco, che avrebbero "cagionato" leggermente uno degli assistenti di gare, i due fumogeni fatti esplodere dai tifosi nel settore di competenza, nonché il lancio di getti di birra diretti verso l'ufficiale di gara. A tutto ciò vanno ad aggiungersi i reiterati comportamenti dei supporter veneziani e della società stessa: a febbraio, la società fu multata di 3mila euro e punita con una partita a porte chiuse contro il Montebelluna (provvedimento poi cancellato).

Ora la società presenterà ricorso, affinché il provvedimento possa essere annullato, e non rovini la grande festa nello stadio di casa. "Venerdì sarò a Roma per spiegare come si sono svolti realmente i fatti - ha spiegato il dg veneziano Dante Scibilia - Dispiace perché davvero non è successo nulla tale da pregiudicare l'incolumità di nessuno".

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