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Vele spiegate in laguna, spettacolo al Venice Hospitality Challenge

9 maxi yacht si sono sfidati nel canale della Giudecca e verso la boa tra Lido e Sant'Elena. Scenario d'eccezione, c'è anche il leggendario Moro di Venezia

Nove maxi yacht tra virate e giri di boa, nella seconda edizione del Venice Hospitality Challenge. È grande spettacolo in laguna, grazie alla manifestazione nata dall’incontro tra il creatore di eventi velici Mirko Sguario e l’hôtellerie di alto livello veneziana. Ma anche, in questo caso, grazie al sole che splende su Venezia alla partenza e lungo il tragitto della gara: il colpo d'occhio è notevole. Dalla sfida esce vittorioso Maxi Jena, primo al traguardo per il secondo anno consecutivo.

Ogni maxi porta i colori di uno dei nove hotel partecipanti: c'è il leggendario Moro di Venezia, che gareggia per The Gritti Palace, a Luxury Collection Hotel; Ca’ Sagredo Hotel partecipa con Maxi Jena, Belmond Hotel Cipriani con Anywave, Hilton Molino Stucky Venice con Pendragon, JW Marriott Venice Resort & Spa con Kiwi, Hotel Centurion con Shining, Palazzina G con Ourdream, The Westin Europa & Regina con Idrusa e il secondo hotel Luxury Collection a Venezia, l’Hotel Danieli, con Ancilla Domini.

Il percorso si svolge tra il canale della Giudecca e il Lido, su una lunghezza di 6 miglia. Segnale di partenza alle 13 davanti a Punta della Dogana (dopo un briefing tecnico alle 10 all’Hilton Molino Stucky), poi il primo lato verso il Lido: qui il giro della boa posizionata tra Lido e Sant’Elena, poi ritorno in bacino San Marco. Tra piazza San Marco e la Giudecca è posto un bastone, prima di affrontare il terzo lato verso l’Hilton. Davanti all’hotel l’ultima boa, per poi volare verso l’arrivo posizionato in bacino San Marco. A seguire la premiazione nell’isola delle rose al JW Marriott Venice Resort & Spa, accompagnata dalle bollicine Moët & Chandon.

A bordo dei maxi grandi nomi della vela nazionale e internazionale. A iniziare da Paul Cayard, lo skipper salito agli onori della cronaca nel 1992 per aver portato il Moro di Venezia prima a vincere la Louis Vuitton Cup e poi nelle semifinali di Coppa America contro gli americani. Il campione è al timone di Anywave, così stavolta il Moro di Venezia lo avrà come avversario. Lo scafo rosso voluto da Raul Gardini invece ha come skipper Claudio Carraro. Al timone di Maxi Jena c’è Furio Benussi, vincitore di nove titoli italiani e novi podi mondiali, di Kiwi Andrea Pesaresi, di Ourdream  Mafio de Luca, di Pendragon Salvatore Eulisse, di Shining, il famoso maxi croato di Umago, Zeljko Perovic. Umago del resto con Venezia ha un legame dalle radici antiche che risale fin all’anno 828 quando gli umaghesi offrirono riparo da una tempesta ai due mercanti veneziani in fuga da Alessandria d’ Egitto con le spoglie di San Marco. Da quel giorno il leone divenne parte dello stemma della città croata. Dal 1269 Umago e l’ Istria diventarono parte della Repubblica Veneta.

Al vincitore va il premio challenge, il cappello del doge in vetro rosso realizzato lo scorso anno dal maestro muranese Antonio Seguso. Quest’anno invece i premi per i primi tre classificati escono dalla fornace Abate Zanetti e sono tre cappelli del doge di colore blu. L’intento è far realizzare ogni anno i premi a una vetreria muranese diversa, oltre che di un colore diverso, per permettere a tutte di mettersi in luce. In aggiunta ci sono i premi in denaro: 5 mila euro al primo, 3 mila al secondo e  2 mila al terzo.

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