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M9, chiostro: foto di archivio

M9, chiostro: foto di archivio

M9, Bugliesi: «In vendita anche il distretto direzionale per aumentare i rendimenti»

Dopo i Tre Oci altre alienazioni. Martini: «Sbagliato». Il presidente della Fondazione: «Serve un nuovo assetto, ma per alcuni cespiti ha senso attendere. Che le cessioni siano funzionali a ripianare il conto economico non corrisponde al vero»

La programmazione della Fondazione di Venezia e del museo M9: la politica ne ha discusso in VI commissione consiliare martedì con il presidente Michele Bugliesi, trattando l'interrogazione del consigliere comunale di "Tutta la città insieme", Giovanni Andrea Martini. La vendita della Casa dei Tre Oci, patrimonio della Fondazione, è stata portata a termine a fine febbraio nonostante una petizione di 12 mila firme contro l'operazione. «Si interroga il sindaco per sapere se l'alienazione, oltre a finanziare i progetti culturali e sociali, sia stata funzionale a coprire i debiti di M9», ha chiesto Martini. «L'annuncio di vendite immobiliari ulteriori indica una visione sbagliata del ruolo culturale di M9 in area mestrina, mentre per il rilancio mancano tempi e obbiettivi», ha continuato Martini.

Il Comune

L'assessore Zuin, pur confermando la presenza di tre componenti scelti dal Comune nel Consiglio generale della Fondazione (su 14) ha sottolineato l'indipendenza dell'Ente. «Non sono portatori d'interessi, né di scelte strategiche o poteri d'indirizzo», ha detto l'assessore incaricato dal sindaco, spiegando che questo assetto è previsto dallo Statuto. «Ma la politica orienta le attività cittadine per far sì che abbiano ricadute positive - replica il consigliere -. La situazione di M9 in questi anni sicuramente non è sfuggita al Comune».

Il patrimonio

«Occorre fare chiarezza - è intervenuto Bugliesi - Non c'è una connessione tra la situazione del conto economico e il patrimonio della Fondazione tale che la vendita degli asset sia funzionale a ripianare il conto. Questa affermazione - ha detto - non ha fondamento reale. La Fondazione è sana. Le alienazioni (tra cui l'edificio Brenta Vecchio del distretto) servono a trovare un nuovo assetto del patrimonio per renderlo più redditivo. Faremo come abbiamo fatto con i Tre Oci, in modo che ci sia compatibilità con la missione», ma l'ex rettore di Ca' Foscari non svela il prezzo dell'operazione: «sono informazioni riservate». M9, in cifre, ha vissuto un 2019 con 59 mila visitatori paganti e 70 mila tout court. «La situazione non è disastrosa - ha ribadito il presidente (chiusure dal 2018 a -7 milioni, -5 milioni e -3 milioni) -. Il piano iniziale è stato rivisto (soprattutto nell'obbiettivo di realizzare il centro commerciale) e «sì, alcune teste sono "saltate", ma per creare un gruppo con obbiettivi condivisi», ha detto. «Il museo è parte del progetto di innovazione artistica e culturale, il chiostro per  la ricerca scientifica e tecnologica». Al consigliere comunale Stefano Zecchi del Partito dei Veneti che punta il dito contro la «scarsa identità» del distretto, il presidente replica: «è il Novecento il cuore del progetto e il suo impatto sulla storia contemporanea tra cui ad esempio l'ambiente».

Investimenti e obbiettivi

Una nuova politica d'investimenti è necessaria per Bugliesi, che passa attraverso la smobilizzazione di asset patrimoniali (con le modifiche ai componenti della governance), funzionale alla crescita della capacità erogativa. Il patrimonio della Fondazione ammonta a 400 milioni di euro. «Lo scopo è aumentare il rendimento, ma gli affitti non rendono quanto azioni e obbligazioni». Per questo, ha detto Bugliesi, si mette a frutto il 20% del patrimonio (dopo le dismissioni), in un piano triennale per superare gli attuali 4 milioni e mezzo di rendimento (su 400 milioni) perché «sono pochi. Abbiamo puntato a una disponibilità di almeno a 7 milioni di capacità erogativa da mettere a terra sul nostro territorio», dice. I settori di intervento sono: cultura, ricerca e tecnologia, e gli obbiettivi innovazione e sostenibilità anche attraverso le start up e coinvolgendo scuole, imprese, categorie, istituzioni; gli strumenti sono i bandi, i progetti e il fundraising. Il consigliere Pd Paolo Ticozzi ha chiesto a Bugliesi un maggior coinvolgimento delle scuole nei progetti e delle associazioni nell'utilizzo degli spazi. Mentre il dem Emanuale Rosteghin ha chiesto una politica dei prezzi accessibili per le visite in modo da incentivarle puntando su occasioni e offerte. Infine la consigliera Sara Visman 5 Stelle ha chiesto di avvicinare i temi della mostra permanente al resto del contesto.

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