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Mercoledì, 30 Novembre 2022
Mestre Zelarino / Via Don Federico Tosatto

«Diritto all'aborto libero e sicuro»: manifestazione Pandora e #queerWeGo all'Angelo

«Per molte donne è ancora troppo difficile»: mobilitazione all'ospedale di Mestre. Gli attivisti: «Affrontare i temi della salute riproduttiva, dei percorsi di transizione per soggettività non binarie e trans, delle cure per disturbi riproduttivi cronici»

Manifestazione per il diritto all’aborto libero, sicuro e gratuito. Il presidio del Laboratorio Climatico Pandora e dell'assemblea #queerwego (Laboratorio Morion) ha riportato in primo piano il dibattito sulla questione, già al centro della campagna elettorale e ripreso subito dopo nel confronto post voto del 25 settembre. I collettivi hanno preso la parola mercoledì pomeriggio, davanti all'ospedale dell'Angelo a Mestre, in occasione della Giornata internazionale per il diritto all’aborto libero, sicuro e gratuito, che ricorre in questa giornata, come anticipo alla mobilitazione di Vicenza sabato primo ottobre. «Nessun diritto verrà toccato», ha detto martedì sera durante la trasmissione sui Rai Tre, Carta Bianca, l'onorevole Ignazio La Russa (Fratelli d'Italia). Durante il confronto, il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, ha fatto notare come al di là dei diritti garantiti sulla carta, in tema di aborto, di fronte all'obiezione di coscienza sia poi difficile attuarlo e assicurarlo concretamente e in sicurezza.

«Abbiamo voluto portare le voci di un paese e di una regione in cui per molte donne è ancora troppo difficile abortire - commentano i giovani di Laboratorio Climatico Pandora e dell'assemblea #queerwego -. A Mestre le percentuali di personale sanitario obiettore di coscienza toccano punte attorno al 75-80% - affermano - Di fronte a ogni diritto negato in tema di interruzione di gravidanza c’è un aborto clandestino, di fronte a ogni obiettore di coscienza c’è una donna che rischia di morire, perché ancora nel 2022 non è assicurato totalmente e legalmente il diritto all’aborto». «Non è possibile costringere chi non lo vuole praticare», ha affermato ancora La Russa nel corso del dibattito televisivo.

«A essere negata è anche l’autodeterminazione e la libertà di scelta a seguito di un aborto: in Veneto, infatti, grazie alla legge regionale 18 in materia funeraria, vige l’obbligo di tumulazione dei prodotti abortivi o del concepimento. Parlare di aborto e autodeterminazione vuole dire anche affrontare il tema della salute riproduttiva a 360 gradi: salute ginecologica, accesso alle visite e percorsi di transizione per soggettività non binarie e trans, congedi mestruali e percorsi di cura per disturbi riproduttivi cronici», argomentano Pandora e #queerWeGo. Mentre a proposito di libertà di scelta, in fatto di alternative all'aborto ha diviso l'affermazione di Giorgia Meloni secondo cui «va garantito un sostegno per evitarlo».

«Se da un lato la percentuale di obiettori è ancora troppo alta - sostengono i collettivi - dall’altro si pone la mancanza di un numero adeguato di presidi sanitari e di servizi di assistenza territoriale. Per 20 mila persone i consultori cittadini sono al massimo due, ciò a fronte di una sempre più crescente privatizzazione delle strutture. Con la salute non si scherza. Lo diciamo soprattuto parlando di diritto alla salute ginecologica, rispetto al quale non possiamo più tollerare la presenza di associazioni pro vita e obiettori quando si parla di prendersi cura dei nostri corpi, come non accettiamo neanche che qualche partito di estrema destra continui a racimolare qualche voto sulla vita di centinaia di donne e soggettività. Scendiamo in piazza - concludono - per far sì che il diritto all’aborto e il diritto al l’autodeterminazione non siano più sotto attacco».

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