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Affitti turistici a Mestre, indagine del Cna: il 51% apre al ritorno dei residenti

Il tavolo tecnico con le associazioni di categoria e le Università dopo il questionario sottoposto alle attività extralberghiere della terraferma veneziana

Locazioni extralberghiere nella terraferma veneziana: criticità o opportunità? Se lo è chiesto mercoledì la CNA Metropolitana di Venezia, che ha organizzato un tavolo tecnico nella sede CNA di Marghera in collaborazione con ABBAV, l'associazione che raggruppa i gestori di bed&breakfast, locazioni turistiche e case vacanza, dall'inizio di quest'anno affiliata alla Confederazione Nazionale dell'Artigianato.
Si tratta della prima fase di una ricerca che - come ha spiegato il direttore CNA per l'area comunale veneziana Roberto Paladini - ha previsto la somministrazione di un questionario alle locazioni extralberghiere del Comune di Venezia, a cui hanno risposto una cinquantina di attività di Carpenedo, Favaro, Marghera e Chirignago. L'iniziativa si inquadra a sua volta nell'ambito di Mestre Next, progetto di riqualificazione urbana coordinato da Confesercenti e finanziato dalla Camera di Commercio. Più associazioni di categoria che con il supporto delle istituzioni uniscono le forze per fare il punto su un fenomeno assai rilevante per il territorio: già questo un risultato da accogliere con soddisfazione. «Si è trattato di un focus molto importante» ha osservato Alvise Canniello, direttore metropolitano di Confesercenti, molto utile «per indagare le dinamiche economiche, sociali patrimoniali del centro di Mestre». 

L'incontro alla sede Cna di Marghera-2


Il fatto che l'analisi si sia concentrata su Mestre inoltre, secondo il direttore della Fondazione di Venezia Giovanni Dell'Olivo, «aiuta a considerare la necessità che non solo la città d'acqua ma tutto il territorio limitrofo sia dotato di capacità attrattive autonome». In estrema sintesi, la fotografia fatta dal questionario sottoposto agli operatori dice che si tratta di realtà che agiscono prevalentemente su una sola struttura (il 73%) che in generale (49% degli intervistati) non supera i cinque posti letto; in maggioranza (51%) accolgono gli ospiti per non più di due notti: il classico affitto breve. Sono aperte per la maggior parte dell'anno (il 63% supera i 250 giorni) e per lo più gestite direttamente, senza collaboratori (54%).

Le Università veneziane sono state supporto scientifico della ricerca. Dai docenti Anthony La Salandra (Ca' Foscari) e Guido Borelli (IUAV) è venuta un'analisi delle questioni che possono mettere gli affitti turistici in cattiva luce agli occhi dei residenti (disgregare il tessuto cittadino) e quelle che possono farli rivalutare (essere elemento di contatto e conoscenza reciproca, iniziare a favorire le permanenze più lunghe). E dal canto suo Eliana Avenali di ABBAV non ha potuto fare a meno di constatare come la locazione turistica «sia invisa ai cittadini, che la vedono come un ostacolo al diritto alla casa e non come una ridistribuzione di ricchezza con un ampliamento dei servizi».


A riguardo, per il vicesindaco del comune di Venezia Andrea Tomaello «gli affitti brevi non vanno demonizzati, ma trasformati in una opportunità per responsabilizzare maggiormente il turista, e l'Amministrazione ha il compito di dare regole chiare, trovare il giusto equilibrio e programmare,ma affinché tutta la città ne guadagni». Appaiono significativi, a questo proposito, i dati della ricerca che dicono che il 51% degli intervistati sarebbe disposto con adeguate agevolazioni fiscali a convertire la destinazione d'uso a residenzialità, e che addirittura il 63% accetterebbe di locare il suo immobile a lavoratori o studenti purché garantito sulla regolarità dell'affitto (ad esempio con un fondo di garanzia sulla morosità). Spicca infine il dato secondo cui l’81% dei gestori di strutture complementari sarebbe interessato a fornire agli ospiti un welcome kit, in grado di contribuire a mettere a sistema le informazioni non solo sull’offerta culturale, ma anche ad indirizzare sulle modalità di comportamento sostenibile ed informare il turista sull’unicità, la fragilità e la bellezza della nostra città.

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