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Una vetrina per due: a Mestre si affitta anche solo metà negozio

Per contrastare la crisi del commercio in centro c'è chi ha deciso di ideare una nuova forma di co-working, dimezzando le spese e favorendo le piccole realtà

La fuga di negozi e attività dal centro storico mestrino è ormai un dato di fatto arcinoto in città, tanto che la chiusura di esercizi “storici” e l'abbandono progressivo di strade appena rinnovate (l'esempio lampante di via Poerio) è divenuta la norma in terraferma e nessuno si stupisce più leggendo dell'ennesima serranda abbassata sulle pagine dei quotidiani. Eppure non tutti si sono ancora rassegnati allo “svuotamento” di quello che dovrebbe essere il salotto buono di Mestre: come racconta il Gazzettino, infatti, c'è anche chi ha deciso di inventarsi un metodo nuovo per risolvere il problema, tentando di affittare i muri di metà del suo negozio per fare fronte comune contro la crisi.

L'UNIONE FA LA FORZA? - La notizia riportata sulle colonne della cronaca locale è di quelle che incuriosiscono non poco: in via Brenta Vecchia, a pochi passi da piazza Ferretto, negli spazi che fino a pochi mesi fa ospitavano un negozio di abbigliamento maschile e femminile molto conosciuto in tutto il Veneziano, ora è appeso un cartello che propone l'affitto di metà della metratura, un numero di telefono in calce invita a chiamare per maggiori informazioni. Interpellata, la proprietaria spiega che i 160 metri quadri dell'immobile sono troppi per una sola attività, e di aver quindi pensato di dividere gli spazi e le spese con un altro negoziante, in un inedito esperimento di co-working commerciale, in maniera simile a quanto succede negli uffici delle aziende, che affittano scrivanie e postazioni di lavoro ad altre società. Per quanto riguarda la “prima metà” del negozio, invece, sarà lei stessa ariempire di nuovo scaffali ed espositori con vestiti da uomo e da donna, cercando di portare avanti la tradizione del locale a partire dal 15 settembre.

STATO DI CRISI – La difficile situazione del centro di Mestre tiene banco ormai da anni e, negli ultimi mesi, si è ulteriormente inasprita: l'esodo dei negozianti è sotto gli occhi di tutti, c'è chi incolpa i cantieri infiniti che hanno soffocato le vetrine, chi punta il dito contro le zone a traffico limitato, qualcuno ancora guarda con sguardo accusatore verso i centri commerciali in zona Terraglio (e, da pochi mesi, Marghera), infine c'è chi lamenta le condizioni e la scarsa sicurezza di piazza Ferretto e dintorni, tra sbandati e sporcizia (esemplare in questo senso sarebbe via Carducci). La verità, come sempre in questi casi, sta probabilmente nel mezzo, in quanto ciascuno di questi problemi è reale e concorre, assieme agli altri, a rendere sempre meno ospitale il cuore della città. Secondo i più smaliziati, però, a determinare la lenta morte del commercio mestrino sono soprattutto gli affitti: bloccati in alto, immutabili e decisi dai pochi proprietari dei “muri” di piazza Ferretto, che preferirebbero tenere tutto chiuso in attesa della prossima catena piuttosto che andare incontro alle difficoltà delle piccole attività. Quale che sia la verità, la decisione della proprietaria del negozio in via Brenta Vecchia sembra essere il primo passo per cercare un nuovo corso, o almeno una provvisoria soluzione.

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