Mestre Mestre Centro / Via G. Verdi

Pestaggio Sinopoli, agli aggressori contestata anche la tentata rapina

Si sono chiuse le indagini sul brutale pestaggio di via Verdi di un anno fa. Il promotore finanziario venne picchiato vicino alla sua abitazione

La fiaccolata organizzata dai parenti dopo l'aggressione

Non solo lesioni personali aggravate. Anche tentata rapina. Si sono chiuse le indagini, coordinate dal pubblico ministero Stefano Buccini, sull'aggressione di cui era rimasto vittima nella notte tra il 2 e 3 novembre di un anno fa Gabriele Sinopoli, il promotore finanziario che assieme alla sorella stava facendo ritorno a casa in via Verdi. Come riportano i quotidiani locali, gli atti sono stati depositati e ciò prelude a un possibile rinvio a giudizio.

Sotto accusa finiscono in sei giovani (tutti di Marghera, uno di Zelarino) messi nel mirino dal pm. Uno solo di loro, un 23enne, era finito a suo tempo agli arresti domiciliari. Ammise di aver colpito l'uomo, che poi finì in coma e per mesi rimase ricoverato in ospedale. Tant'è vero che all'inizio la Procura contestò il reato di tentato omicidio, poi derubricato. Ora i giovani, con età compresa tra 23 e 31 anni, avranno venti giorni di tempo per depositare memorie difensive o farsi interrogare. Dopodiché, se la Procura riterrà gli elementi sufficienti, scatterà il rinvio a giudizio. Tra i capi d'imputazione anche la tentata rapina, fino ad ora non contestata dagli inquirenti: il gruppetto durante l'aggressione in via Verdi avrebbe anche intimato a Sinopoli di consegnare il portafoglio.

Tutto iniziò per una clacsonata della vittima, a poche centinaia di metri dalla sua abitazione. Il gruppetto di giovani, infatti, stava camminando in mezzo alla strada. Senza lasciare spazio per transitare. Il malcapitato, che subito dopo ingranò la marcia e superò il "blocco", venne colpito al volto attraverso il finestrino aperto. Il secondo round della vicenda nel giardino condominiale dell'abitazione, dove Sinopoli venne colpito una seconda volta. Nel suo interrogatorio l'uomo accusò solo il 23enne finito a suo tempo ai domiciliari, il pubblico ministero invece ha deciso di mettere nel mirino tutti i componenti del gruppo.

LA FIACCOLATA PER RISPONDERE ALL'AGGRESSIONE

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