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Aggressioni al Pronto Soccorso, per i sindacati occorre cambiare strategia

Assemblea dei lavoratori all'Angelo giovedì indetta da Fp Cgil e Uil Fpl. «Troppi episodi. Occorre umanizzare i servizi aumentando gli organici»

Pronto Soccorso, archivio

«Abbiamo avuto mandato dai lavoratori (medici, infermieri, operatori socio sanitari, amministrativi) - scrivono le Funzioni Pubbliche Cgil e Uil, riunite oggi, giovedì 25 luglio, in assemblea al Pronto Soccorso dell'ospedale dell'Angelo -, di procedere nei confronti dell'azienda per ottenere organici, miglior organizzazione del lavoro e soprattutto tolleranza zero contro la violenza e le aggressività verso il personale». 

Cambio di strategia: “umanizzazione"

«Gli impegni presi dalla direzione - secondo Cristina Bastianello Cgil e Francesco Menegazzi Uil - non sono sufficienti, ed equivalgono a una pacca sulla spalla. Lavoratrici e lavoratori sono stanchi del modo di fare dell'azienda sanitaria che dovrebbe far lavorare bene i reparti degli ospedali - per le sigle e alcuni dipendenti - ci sono linee guida nazionali che parlano di come affrontare i rischi connessi alle violenza nei servizi sanitari. Inoltre, ci sono eventi che anticipano la probabilità di un nuovo episodio violento».

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La vigilanza non previene

«Aumentare la vigilanza, cosa apprezzabile, non è sufficiente - secondo i sindacati - perché nella quasi totalità dei casi entra in azione quando il fatto è già avvenuto. Per questo chiediamo un occhio di riguardo alle attività di prevenzione. Prevenire significa umanizzare - spiegano -. Quando gli operatori sono stanchi, e i turni sono massacranti, è più difficile gestire le numerose situazioni critiche. L'ambiente deve essere la priorità dell'azienda, e questo è possibile con organici sufficienti e con una presa in carico delle criticità. Gli operatori hanno il diritto di lavorare in sicurezza e gli utenti di personale sereno e disponibile, non stressato - concludono -. Bisogna affrontare subito questo stato emergenziale».

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