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Un albergo a 5 stelle al posto della Tim

De Martin: «Una struttura ricettiva di lusso, opportunità di riqualificazione». Area esterna e facciate affidate agli stessi progettisti dell'M9. Accordo pubblico-privato, il Comune incassa 750 mila euro

Rendering della struttura

La giunta approva un altro cambio di destinazione d'uso nel cuore di Mestre e, in via Carducci, al posto dell'ex edificio Tim abbandonato, appare un albergo di lusso a 5 stelle, in un'area di circa 2.645 metri quadri. «Struttura ricettiva che permette la riqualificazione di una zona strategica - afferma l'assessore all'Urbanistica Massimiliano De Martin, che ha proposto la modifica -. Con 130 stanze diventerebbe volàno per una molteplicità di attività nell’intorno». Fa parte del piano la piazzetta che, «permetterebbe la rivitalizzazione dell'intero quartiere e la creazione di 60 nuovi posti di lavoro».

La piazza, il collegamento

La delibera è il risultato dell'accordo fra pubblico e privato, dal quale deriverà un beneficio da corrispondere al Comune pari a quasi 750mila euro. Licenziata martedì in giunta «arriverà presto in commissione per la discussione, per approdare, poi, in Consiglio comunale per il voto definitivo - commenta la presidente della Commissione urbanistica Lorenza Lavini - L’accordo di programma ha la finalità di trasformare l’attuale edificio in una struttura uniforme rispetto al vicino compendio M9. Con l'abbattimento dei muri di cinta si riusciranno a implementare le aree pedonabili attraverso la realizzazione di una nuova piazza a verde, che collega il Museo a calle Corte Legrenzi, via Poerio e piazza Ferretto».

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Il futuro

«Hotel a cinque stelle e area wellness - dice De Martin - rappresentano, se il Consiglio comunale approverà, un'opportunità di riqualificazione e rilancio economico e sociale. La scelta di affidare agli stessi progettisti del Museo del '900 la realizzazione delle facciate e delle aree esterne, permetterà di realizzare una sorta di filo conduttore unico nell'architettura della zona. Un vero e proprio esempio di sussidiarietà tra pubblico e privato - conclude - che questa amministrazione ha sempre sostenuto e che sta, in molteplici ambiti e con diverse finalità, aiutando gli sforzi per ammodernarsi e guardare orgogliosamente al futuro».

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